Il pubblico ministero Enrico Pavone
Il pubblico ministero Enrico Pavone

Monza, 19 aprile 2019 - Contatti online e amicizie pericolose, propaganda su Facebook, messaggi di adesione all’estremismo e video pro-Isis. A Monza un’esistenza all’apparenza tranquilla, con la moglie marocchina. Una doppia vita quella di Marco Valentino, alias Muhammad Nur Al Haqq, 52 anni, convertito all’islam, indagato per terrorismo internazionale.

Il pm di Milano Enrico Pavone ha chiesto alla Sezione misure di prevenzione presieduta da Fabio Roia di disporre nei suoi confronti la sorveglianza speciale, con l’obbligo di soggiorno a Monza per tre anni e il divieto di usare computer, telefoni cellulari e altri dispositivi per connettersi a internet. Istanza motivata dalla «pericolosità sociale» che dovrà essere valutata dai giudici. Il suo non è un nome nuovo nella galassia degli italiani radicalizzati, che si sono lasciati sedurre negli anni in cui lo Stato Islamico, ora sconfitto sul campo, dilagava in Siria ed Iraq e faceva proseliti in Occidente. Valentino era già stato coinvolto in passato in due inchieste per terrorismo internazionale delle Procure di Milano e Cagliari, ma la sua posizione era stata archiviata. Nelle carte dell’indagine sarda il suo nome compare per i contatti online con Andrea Campione, marchigiano che avrebbe divulgato via internet «dettagliate istruzioni con immagini esplicative sulla tecnica di fabbricazione di bombe con ingredienti facilmente reperibili sul mercato».

Nella rete anche Ajsha Barbara Farina, moglie dell’ex imam di Carmagnola Fall Mamour, espulso dall’Italia nel 2002, che ora rispunta anche tra gli amici della pagina Facebook “Muhammad Nur Al Haqq” di Marco Valentino. La nuova indagine della polizia postale, coordinata dal pool antiterrorismo guidato da Alberto Nobili, è partita proprio dai post che, nonostante le inchieste, l’uomo ha continuato a pubblicare. Gli agenti della Digos lo scorso ottobre hanno perquisito la casa del 52enne a Monza, sequestrando 13 dispositivi informatici con foto, video e documenti con contenuti a favore dell’Isis. Tra i file anche un testo celebrativo dello Stato islamico, “Miracles in Syria”: parte di una serie di e-book editi dal Califfato, quando era all’apice della potenza nel Paese sconvolto dalla guerra.