Monza, 10 luglio 2018 - Finisce alla commissione disciplinare il comandante dei vigili Piero Romualdo Vergante e dovrà rispondere rispetto al suo ruolo nel concorso per le giovani reclute della polizia locale, a cui ha partecipato anche il figlio della sua compagna, risultando poi il candidato che ha ottenuto il maggior punteggio finale. Mentre dovrà anche rispondere davanti al sindaco per poter proseguire il suo incarico a Monza e, anche se ora secondo le procedure non può essere né sospeso né licenziato, «è meglio che non lo veda – ha tagliato corto Allevi -: il comandante dei vigili ha perso la mia fiducia e qualunque giustificazione possa dirmi ora, me l’avrebbe dovuta dire prima».

È toccato al primo cittadino dover chiarire ieri sera in Consiglio comunale quanto accaduto con il concorso per le reclute della polizia locale, una bufera esplosa da una settimana nel comando di via Marsala, da quando il 2 luglio l’amministrazione comunale ha sospeso la graduatoria finale che avrebbe portato a sei assunzioni con contratto di formazione lavoro per 12 mesi e la prospettiva futura di un contratto a tempo indeterminato. Il 16 aprile erano stati ammessi alla prima prova scritta del concorso 249 candidati e, dopo una seconda prova orale, l’8 giugno in 26 sono risultati idonei, tra cui il primo in graduatoria è stato appunto il giovane vicino al comandante.

La seduta consiliare di ieri si è tenuta a porte chiuse, secondo il regolamento per la tutela della privacy di persone non elette, e al termine il sindaco ha fornito un resoconto con la ricostruzione di tutto l’iter seguito dal concorso e, in particolare, del ruolo avuto da Vergante che fino al 16 aprile era presidente della commissione giudicatrice, un incarico da cui si è dimesso per motivi personali. Solo dal 18 aprile la nuova commissione presieduta da un altro dirigente del Comune ha iniziato a predisporre gli esami e i quesiti della prova scritta ma «quanto fatto dal comandante è una questione di opportunità e fiducia - ha detto il sindaco -. Il suo comportamento è stato inopportuno, avrebbe dovuto informarci subito della partecipazione del figlio della sua compagna in modo che saremmo potuti intervenire nominando una commissione esterna. Invece in questo modo ha messo in grave difficoltà il Comune, dobbiamo attendere di capire che scelte fare sulla validità del concorso, oltre a essere anche stata esposta l’immagine della città. L’amministrazione comunale è parte lesa e la fiducia verso il comandante è ormai minata».

Intanto infuria la polemica politica: «Oltre a fare chiarezza sulle questioni procedurali, viene fuori il problema politico – ha detto il capogruppo del Pd Egidio Riva -: questo comandante l’ha nominato questa Amministrazione e, per ora, non possono far altro che tenerlo anche se è stato sfiduciato». Per il capogruppo 5 Stelle Danilo Sindoni «Monza deve avere un comandante con la massima trasparenza o altrimenti andrebbe sostituito».