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20 mag 2022

Comune e ministero, lite in tribunale

Carte bollate sui mancati rimborsi per le 6 sedi della Giustizia. Monza chiede 11 milioni, Roma ricorre

20 mag 2022
marco galvani
Cronaca
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari
È scontro sulle spese sostenute dal Comune di Monza per il funzionamento degli uffici giudiziari

di Marco Galvani

Il Comune chiede un rimborso da 11 milioni e mezzo di euro, il ministero della Giustizia si oppone.

E la guerra sulle "spese sostenute per il funzionamento degli uffici giudiziari" tra il 2009 e il 2015 finisce in tribunale.

Prima udienza, il 30 giugno.

Oggetto del contendere i debiti che, secondo l’amministrazione comunale, il Governo ha in città per tutti i costi delle sedi locali della Giustizia, dalla pulizia alle utenze telefoniche alla manutenzione ordinaria e straordinaria.

Vecchi debiti, ormai, per il Palazzo di Giustizia e le altre cinque sedi in affitto in città per Giudici di Pace, archivi e distaccamenti della Procura, accumulati tra il 2009 e settembre 2015: l’anticipo pagato dal Comune di Monza è stato di circa 3 milioni l’anno, per un totale di 21,8 milioni di euro, per cui il rimborso ministeriale non è mai stato completo (si è fermato a soli 7 milioni e mezzo).

"Il contributo non è mai stato totale, tra il 70 e il 90%. Il sistema è andato avanti così anche alla luce di una decisione della Corte costituzionale secondo cui la differenza veniva intesa come compensazione del vantaggio economico indiretto che il Comune trae per la presenza degli uffici giudiziari (sostanzialmente l’indotto generato dagli studi legali, ndr) – spiega l’assessora alla Legalità Anna Maria Di Oreste –. Tuttavia quel contributo nel tempo è sceso fino al 20-25% mettendo in evidente difficoltà l’amministrazione comunale".

E davanti alle pretese del Comune e di altri capoluoghi lombardi, il Governo ha pensato di chiudere la questione con un decreto ministeriale di marzo 2017 che ha riconosciuto a Monza un contributo residuo di soli 2.021.760 euro, peraltro dilazionabili in rate trentennali di 67.392 euro l’una.

Allora la Giunta, sostenuta anche da Anci, aveva impugnato il decreto per la "notevole sproporzione" tra le spese anticipate e i conteggi del Ministero, rilevando "una grave lesione per l’Ente, con conseguenti ricadute negative sul bilancio comunale".

"Quel ricorso – fa il punto l’assessora Di Oreste – ha avuto esito positivo per quanto riguarda la rateizzazione, tanto che i 2 milioni sono stati versati subito, mentre sull’entità del credito la decisione è stata negativa".

Così sono rimasti in sospeso 11.549.523,02 euro.

Sarà il giudice del tribunale civile di Monza a decidere se accogliere le richieste avanzate dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Milano, ovvero "sospendere l’efficacia esecutiva dell’avviso di accertamento esecutivo patrimoniale emesso dal Comune di Monza il 31 dicembre, dichiarare infondata la pretesa della somma di euro 11.549.523,02 e, in subordine, dichiararne la prescrizione".

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