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19 feb 2022

Monza, Feltrinelli: ultimo giorno tra scritti e musica

Affitto troppo caro: dopo 14 anni cala la saracinesca sul negozio che è stato punto di riferimento culturale con eventi e ospiti

cristina bertolini
Cronaca
Chi cerca un libro, chi uno spartito o uno strumento musicale, ma il senso di perdita, per i monzesi, è corale
Il senso di perdita, per i monzesi, è corale

Monza - Aria di smantellamento e scatoloni che fanno capolino qua e là al primo piano nel reparto dedicato a spartiti e strumenti musicali. Oggi l’ultimo giorno di apertura al pubblico della libreria Feltrinelli di corso Italia. Da domani sparisce un pezzo di cultura monzese; cala la saracinesca, si imballano libri e strumenti musicali rimasti e tutto verrà smistato tra le sedi di Sesto e Milano. A determinare la decisione dell’azienda l’affitto, diventato troppo caro. Al suo posto entrerà, pare, un commerciante di origine cinese. "Grazie per questi 14 anni insieme. Il 20 febbraio la Feltrinelli saluta la città di Monza, confidando che si tratti di un arrivederci": è comparso poco meno di 15 giorni fa il cartello che rende nota al pubblico la chiusura. E così, migliaia di clienti e simpatizzanti affezionati entrano più volte alla settimana, chi per fare incetta di compact disc, chi per trovare l’ultima novità editoriale o uno spartito.

«E’ una follia - dicono due signori - così la città si impoverisce, biblioteche e librerie sono luoghi di cultura e di stimolo. Al suo posto? L’ennesimo negozio di abbigliamento? Ne sentivamo proprio il bisogno!". Tutti chiedono ai commessi che ne sarà di loro: "Vedremo dove ci manderanno" - rispondono.
Ma i veri orfani sono i fruitori di musica che in questi giorni stanno facendo incetta di spartiti di classica e moderna, di chitarre e tastiere, a prezzi agevolati. "Non ci posso credere - dice Davide, 17 anni, quasi tra le lacrime - qui ho comprato la mia batteria e vengo spesso ad acquistare sintetizzatori e accessori. Adesso in tutta Monza non c’è più un negozio di musica". "È terrificante, non c’è più un negozio dove acquistare spartiti - dice il maestro Erminio Della Bassa, direttore della Fondazione Appiani di Monza -; alla Feltrinelli ho passato l’adolescenza. Adesso o si andrà a Milano, oppure bisognerà acquistare tutto su Amazon che però, non tiene fondi di magazzino, quindi ha una gamma di prodotti limitata: vanno a sparire quelle partiture più vecchie e più rare, ricercatissime dai professionisti".

I monzesi si scoprono lettori per caso, accesi sostenitori del libro cartaceo. "Feltrinelli era un punto di riferimento. Esci a fare una passeggiata, oppure ti dai appuntamento con gli amici lì davanti - dicono Alessia e Alessandro - ed entri. Ti guardi attorno e un libro ti chiama: aspettava proprio te".
«Abbiamo il lettore di e-book nella scatola, in un cassetto - dice Riccardo - ma vuoi mettere l’esperienza sensoriale di prendere in mano il libro di carta, sfogliarne le pagine, sentire l’odore dell’inchiostro e sbirciare il finale? L’acquisto online non è la stessa cosa e tanto meno l’e-book". Francesca ama guardare le pagine già lette e quelle ancora da leggere; Daniela evidenzia i passi che la emozionano, disdicevole per Luca che ha tutti i libri intonsi. Negli anni la Feltrinelli di Monza ha ospitato presentazioni, incontri e i firma-copie degli artisti emergenti, dei trap come Sfera Ebbasta, ma anche dei cantanti pop Elodie, Luca Ca rboni, Gué Pequeno.

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