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16 feb 2022

Monza, cemento: stop di un terzo al consumo di suolo

La Provincia cancella 4 milioni di metri quadrati finora edificabili: il 40% sottratto al comparto produttivo, il 45 al residenziale

Cantiere edile
Cantiere edile

Monza -  Oltre 4 milioni di metri quadrati di terreni in Brianza non potranno più essere edificati. E le nuove costruzioni dovranno avere una importanza sociale, una attenzione all’ambiente e alta qualità. Via libera alla variante al Piano territoriale di coordinamento provinciale, ovvero il ‘piano regolatore’ della Provincia. Obiettivo, puntare alla rigenerazione territoriale: in pratica, semplificando con un esempio, la rigenerazione di un capannone dismesso dovrà restituire una parte dell’area al territorio. "Chiediamo ai Comuni di adottare un’urbanistica reale, non bisogna più costruire a caso, occore avere una visione anche provinciale e con determinati paletti", spiega il vice presidente della Provincia di Monza, Riccardo Borgonovo.

Oggi la superficie urbanizzata occupa il 51% della Brianza, tuttavia "in base agli interventi già approvati ma mai realizzati nei vari comuni avevamo un 3% di previsione di consumo di suolo in più. Con la variante - chiarisce - siamo riusciti a sottrarre all’edificabilità 4 milioni e 150mila metri quadrati di terreni", l’equivalente di circa 60 campi da calcio. "Sembra un valore piccolo, ma nei numeri equivale a un terzo della superficie urbanizzabile – sottolinea Borgonovo – e in sostanza si traduce nel contenimento del consumo di suolo (con una riduzione delle previsioni pari al 45% per la destinazione residenziale e del 40% per le ‘altre’ destinazioni, dal produttivo al commerciale, ndr), nella valorizzazione dei parchi locali di interesse sovracomunale e nell’inserimento di azioni specifiche per incentivare i Comuni ad attuare le riduzioni". Insomma, se da una parte il consumo di suolo potrà arrivare al massimo al 53% della superficie territoriale, dall’altra "ogni Comune può comunque provvedere a imporre una riduzione ulteriore".

Allo stato attuale non sono molte le città che avranno grandi capacità edificatorie: a parte Vimercate, tutta la zona Est ha una bassissima urbanizzazione (in alcuni Comuni non si va oltre il 35%), tuttavia "sarà la Brianza Ovest a dover fare i conti con la riduzione di suolo. Lissone, ad esempio, non potrà fare più nulla sul consumo di suolo visto che la superficie edificata è già a circa il 67%". Si tratta dei primi passi, delle prime riduzioni per arrivare progressivamente a "raggiungere entro il 2050 la soglia 0 di consumo". Ma per Vincenzo Di Paolo , capogruppo di Brianza Rete Comune in Provincia, "la variante ci consegna un risultato minimo, con un residuo urbanizzabile a disposizione dei Comuni che resta molto elevato a fronte di un fabbisogno insediativo negativo". Saranno proprio le leggi del mercato a selezionare quanto sarà sostenibile costruire.

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