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Esuberi in Candy, si va verso il rinnovo della solidarietà

Nell'incontro con i sindacati di venerdì 2 ottobre si è lavorato per una proroga dei contratti di solidarietà che congelerebbe, per 2 anni, gli esuberi previsti dalla multinazionale a Brugherio

di Fabio Lombardi
Ultimo aggiornamento il 3 ottobre 2015 alle 07:12
La fabbrica di Brugherio, l'ultima rimasta in Italia del Gruppo Candy

Brugherio, 3 ottobre 2015 - Altri 2 anni di contratti di solidarietà. Potrebbe essere questa la soluzione per salvare (almeno momentaneamente) i 373 posti di lavoro individuati come esuberi dalla multinazionale nella fabbrica e negli uffici dell’impianto brianzolo. Una solidarietà che verrebbe tarata su 310 esuberi (il che lascerebbe presupporre una possibile diminuzione finale dei tagli previsti) ma che sarebbe comunque «più pesante» di quella attualmente in vigore a Brugherio (tarata su 250 esuberi) e che scade il 13 ottobre.

Un incontro, quello di ieri nella sede di Confindustria fra sindacati e vertici aziendali, che avrebbe fatto segnare un significativo passo avanti nella trattativa. Un rinnovo del periodo di solidarietà che potrebbe essere definito già nell’incontro fra le parti in programma martedì prossimo. Un’intesa che lascerebbe spazio alle mobilità volontarie, con i dipendenti liberi, se lo vorranno, di accettare la buonuscita messa sul piatto dall’azienda.

Una crisi esplosa a giugno quando Candy aveva annunciato 340 esuberi tra gli operai (sono attualmente 500 quelli che lavorano a Brugherio) a causa delle perduranti difficoltà del mercato europeo al quale sono destinate le lavabiancheria prodotte in Brianza (ultima fabbrica del gruppo Candy rimasta in Italia). Una multinazionale che nel 2014 ha realizzato 6,3 milioni di elettrodomestici nel mondo e che fuori dall’Italia, (fra Turchia, Russia, Repubblica Ceca e Cina) conta 8 fabbriche.

 

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