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Candy, una fiaccolata per dire «no» alla delocalizzazione

Il 12 novembre una fiaccolata per le vie della città a partire dalla fabbrica di lavatrici per arrivare sotto il municipio

di FABIO LOMBARDI
Ultimo aggiornamento il 29 ottobre 2015 alle 20:17
Il volantino della manifestazione

Brugherio, 30 ottobre 2015 - Una fiaccolata per le vie della città a partire dalla fabbrica di lavatrici per arrivare sotto il municipio. È l’iniziativa organizzata dalle Rsu (i rappresentanti sindacali eletti in azienda) della Candy insieme a Fiom-Cgil e Fim-Cisl per dire «no» alla delocalizzazione (la fabbrica di Brugherio è l’unica rimasta in Italia delle 5 che il Gruppo aveva fino a pochi anni fa) e per sollecitare la presentazione di un piano industriale che sia in grado di delineare con chiarezza il futuro dello stabilimento brianzolo.

L’appuntamento per la fiaccolata è fissato per le 17 di giovedì 12 novembre. Lo stesso giorno in cui i rappresentanti della famiglia Fumagalli, proprietaria della Candy, sono stati chiamati davanti alla Quarta commissione Lavoro della Regione Lombardia per illustrare la situazione dello stabilimento brianzolo. Una «convocazione» che era stata formulata già nei giorni in cui i Candy avevano annunciato 373 esuberi e poi rimandata grazie all’intesa che aveva «congelato» i tagli concedendo altri due anni di contratti di solidarietà (due anni erano già stati fatti dal 2013 a oggi) per i circa 500 operai in forza a Brugherio. Per veicolare la manifestazione è stata creta anche una pagina facebook (clicca qui) "Fiaccolata contro i licenziementi in Candy".

Una soluzione che però non mette al riparo dai licenziamenti una volta scaduta la solidarietà. «Tagli che, visti i numeri, sarebbero l’anticamera della chiusura dello stabilimento», ha sempre sostenuto Pietro Occhiuto della Fiom Brianza. Pare infatti evidente che se la strategia seguita dal Gruppo Candy e le condizioni del mercato non muteranno sarà difficile mantenere la produzione a Brugherio (l’anno prossimo si scenderà a 330mila lavatrici dalle attuali 380mila). Elettrodomestici griffati Candy che vengono sempre più prodotti fuori dai confini italiani.Una multinazionale, la Candy, in grado di costruirne 6,3 milioni nel mondo nel 2014. Il Gruppo «made in Brianza» controlla infatti anche i marchi Hoover, Iberna, Jinling (Cina), Rosières, Susler (Turchia), Vyatka (Russia), Zerowatt, Baumatic con 5.300 addetti nel mondo e 8 centri produttivi in Europa, Turchia e Cina con 50 consociate. Accanto alla fabbrica di Brugherio c’è anche il quartier generale della Candy dove lavorano oltre 400 fra impiegati, ingegneri e tecnici.

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