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5 feb 2022

Varedo, ex Snia: dopo le fiamme è l’ora della bonifica

I lavori sull’area industriale abbandonata partiranno domani: saranno rimossi l’amianto dei capannoni e i rifiuti stoccati illegalmente

veronica todaro
Cronaca
Le ruspe si sono già messe al lavoro all’ex Snia per predisporre il cantiere della bonifica vera e propria (Bettolini)
Le ruspe si sono già messe al lavoro all’ex Snia per predisporre cantiere bonifica

Varedo, 6 febbraio 2022 - I lavori inizieranno ufficialmente domani mattina. Intanto da qualche giorno c’è movimento all’interno dell’area ex-Snia.
Sono infatti entrati diversi mezzi di cantiere per spianare la strada alle ruspe che daranno il via ai lavori di bonifica della zona interessata dall’incendio doloso dello scorso settembre, ma soprattutto inizierà la rimozione dei rifiuti. «In questi giorni – spiega il vicesindaco Fabrizio Figini – sono iniziati lavori propedeutici alla rimozione delle coperture dei capannoni, su cui, dopo tutte le indagini del caso, sono state trovate lastre di amianto. È stata quindi realizzata una piattaforma su cui da lunedì poggeranno le ruspe, per far sì che gli operai possano lavorare in assoluta sicurezza".

I risultati delle analisi del materiale di copertura del tetto dell’immobile sono serviti a stabilire le modalità da adottare per la rimozione, in contraddittorio con Arpa Lombardia. Dalla prime prove infatti è emerso che non appena la benna della ruspa ha tastato la solidità del capannone, i materiali cementizi hanno ceduto, intaccati dalle fiamme e dal tempo. Così come le coperture, che non avrebbero retto ancora a lungo. "Sono ottimista sia per quanto riguarda questi lavori, sia per quel che riguarda lo sviluppo futuro dell’intera area su cui lavoriamo da anni", conclude Fabrizio Figini. 

Domani mattina, a dare il via ai lavori, saranno presenti il sindaco Filippo Vergani, accompagnato dal vicesindaco, e la proprietà. La rimozione della copertura sui tetti dei capannoni interessa un’estensione di circa settemila metri quadrati. Dopo la rimozione dell’amianto, si procederà a quella dei rifiuti. È di novembre dello scorso anno la notizia del dissequestro dei rifiuti solidi urbani non combusti ancora presenti all’interno da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano. Restano ancora sotto sequestro i rifiuti bruciati per un totale di circa 2mila tonnellate di spazzatura stoccata illegalmente. Già nel 2019 due diverse relazioni avevano accertato che i rifiuti non erano pericolosi.

Le analisi merceologiche condotte mostravano una quasi totale costituzione, di tutti i campioni, di plastica e gomme, tessili e legno, carta e cartone. Per quanto riguarda invece il capannone, già instabile prima dell’incendio, la situazione sarebbe inevitabilmente peggiorata, tanto che una volta rimossi i rifiuti, l’edificio andrà demolito. Nel frattempo la proprietà ha intrapreso varie attività per trovare la soluzione più idonea a migliorare le difese dei luoghi, attraverso l’installazione di telecamere.
 

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