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31 mag 2022

Bitumificio, arriva il conto "Il tempo è galantuomo"

Arcore, l’ex sindaca Colombo scagionata per la mancata realizzazione dell’impianto. Condannati invece Rocchini e Lippi a rifondere 200mila euro a testa al Comune

31 mag 2022
barbara calderola
Cronaca

di Barbara Calderola

"Una decisione elettorale" che ha causato un danno erariale, la Corte dei Conti condanna l’ex sindaco azzurro Marco Rocchini e l’architetto comunale Massimiliano Lippi, capo dell’Ufficio tecnico, a rifondere al Comune di Arcore 400mila euro, 200mila a testa.

Due terzi dei 600mila euro che l’amministrazione spese nel 2011 per “licenziare“ il bitumificio della Doneda di Brembate, mai realizzato, ma l’amministrazione dovette pagare un risarcimento.

Assolta Rosalba Colombo, l’altra sindaca, del Pd, coinvolta nella vicenda, ma che oggi la magistratura contabile scagiona completamente.

"Sono soddisfatta dell’esito di una pratica cominciata nel 2009 e finita solo ora, al termine di un percorso lunghissimo", dice l’ex sindaca.

Che votò contro l’insediamento da consigliera comunale d’opposizione e mantenne sempre lo stesso orientamento, ma di fatto per i giudici non incise sulla decisione di congelare la pratica, una strada scelta invece dal suo predecessore, che in un primo tempo aveva aperto le porte alla società e poi spiega la magistratura "quando comprese che la decisione l’avrebbe danneggiato nelle urne, cambiò idea".

Contro il bitumificio si era sollevata la frazione di Bernate.

Gli abitanti si erano riuniti in comitato, avevano raccolto 3.500 firme e protestato a più riprese. Una sentenza del Consiglio di Stato, a cui si era appellata l’azienda, nel 2017 ha condannato il Comune a pagare a titolo risarcitorio 600mila euro, a fronte a una richiesta di indennizzo di 1,6 milioni.

Tutto nasce da un esposto presentato da Andrea Orrico, capogruppo del Movimento 5 stelle. La magistratura contabile aprì un’istruttoria.

Chiese al Comune la documentazione per ricostruire la storia del bitumificio mai nato e inviò agli interessati un invito a dedurre, a presentare cioè le proprie memorie difensive.

Nell’esposto Orrico ipotizzava che sarebbe stata la condotta omissiva degli amministratori la causa dello spreco di soldi pubblici.

"Il tempo è galantuomo. Abbiamo agito nell’interesse del territorio, salvando un quartiere", ricorda oggi Colombo.

Una convinzione che non cambiò mai, a differenza di quella del collega Rocchini che prima concesse all’azienda di installarsi ad Arcore e poi negò questa possibilità.

Ma non vinse le elezioni del 2011 e il testimone passò al centrosinistra.

Ora, dovrà pagare il conto.

© Riproduzione riservata

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