Rivendite chiuse, un solo sportello aperto e casse automatiche che non accettano contanti
Rivendite chiuse, un solo sportello aperto e casse automatiche che non accettano contanti

Monza, 17 agosto 2019 - Code fin fuori la stazione: acquistare in questi giorni un biglietto Trenord a Monza è un calvario. Viaggiatori stupiti, ma anche imbufaliti (soprattutto gli stranieri) quelli che ieri mattina hanno perso il treno in attesa di acquistare il biglietto. L’edicolante e il tabaccaio (che vendono anche i biglietti Trenord e Atm) nella settimana di Ferragosto sono chiusi; le casse automatiche accettano soltanto pagamenti con il bancomat o la carta di credito, e l’unica soluzione era mettersi in coda. Una fila lunga, anche di mezz’ora, con solo uno sportello aperto e i viaggiatori con valigia in mano o zainetto in spalla in paziente attesa. Altro non si poteva fare, se non perdere il treno. E di treni, diretti a Milano (ma non solo), persi a causa della fila allo sportello centrale ce ne sono stati tanti: di chi, magari a casa in vacanza, aveva deciso di fare una gita fuoriporta, o voleva passare qualche ora a Milano, o doveva raggiungere la stazione Centrale per prendere il treno per qualche località di vacanza, con il rischio di perdere anche la coincidenza.

Tante le storie che si sentivano durante la lunga attesa: anche diversi gruppi di turisti stranieri (sudamericani) che non capivano il perché di un solo sportello aperto e soprattutto il pagamento alla cassa automatica solo con il bancomat o la carta di credito. Per prendere due biglietti per Milano abbiamo fatto una fila di 45 minuti - racconta una coppia di giovani turisti peruviani -. Come è possibile che ci sia aperto soltanto uno sportello e soprattutto non si possa pagare anche con i contanti?" Anche un gruppo di adolescenti si sono dovuti arrendere alla fila. "Per neanche cinque euro di biglietti dobbiamo perdere mezz’ora in coda - spiegano -. Di solito compriamo i biglietti in edicola o dal tabaccaio della stazione, ma erano entrambi chiusi". Per evitare la coda e acquistare velocemente alla cassa automatica il classico biglietto da 2,80 euro bisognava essere assolutamente muniti di bancomat: le due casse non restituivano il resto e non venivano accettati né i contanti né le monetine. Non certo un bel biglietto da visita per la terza città della Lombardia che nella settimana di Ferragosto ha fatto penare i suoi concittadini (e i suoi turisti) che, rimasti in città, volevano concedersi una gita fuoriporta usando il treno.