Un'aula del tribunale di Monza
Un'aula del tribunale di Monza

Monza, 26 Novembre 2018 - Rinunciano agli avvocati di fiducia per farsi difendere dall'accusa di omicidio volontario e per proseguire il processo, giunto ormai quasi al termine, i giudici della Corte di Assise di Monza hanno dovuto nominare dei legali d'ufficio, che hanno ottenuto un rinvio per studiare gli atti del dibattimento

 E' la clamorosa decisione presa da Michele Scarfò, 56 anni e dalla sorella Angela, 61 anni, imputati per la morte di Giuseppe Piazza, 55 anni, ucciso nel giugno 2017 nel cortile della casa comunale dove abitava a Besana Brianza. A sparargli un colpo di pistola all'addome sarebbe stato Michele Scarfò, spinto, secondo l'accusa, dalla sorella che viveva da mesi un clima di pesanti rapporti di vicinato con la vittima a causa della difficile convivenza tra il cane di Angela Scarfò e il gatto di Giuseppe Piazza. Il presunto killer si difende sostenendo che il colpo di pistola è partito accidentalmente durante una colluttazione dopo l'ennesima lite con il 55enne. Stamattina al processo dovevano essere sentiti gli ultimi testimoni della difesa e gli imputati, ma su richiesta dei nuovi difensori d'ufficio il dibattimento è slittato al 10 dicembre.