L'auto che ha investito i pedoni
L'auto che ha investito i pedoni

Bellusco (Monza Brianza), 9 febbraio 2019 - Per la morte dei due muratori marocchini, investiti e uccisi di notte dalla vettura guidata da una ventunenne sulla provinciale Monza-Trezzo sull’Adda all’altezza di Bellusco, l’automobilista che viaggiava davanti alla ragazza conferma che le vittime camminavano al centro della carreggiata. Lo sostiene la difesa della giovane che, di fronte alla richiesta di giudizio immediato presentata dal pm della Procura di Monza Flaminio Forieri per omicidio stradale, ha scelto per la 21enne il processo con il rito abbreviato. Ma a condizione che venga sentito come testimone l’automobilista e anche il consulente della difesa che ha svolto una perizia sulla dinamica del duplice investimento risalente all’ottobre scorso e costato la vita a Youssef Oujaa, 33 anni e Aziz Oukhanekch, 38 anni. Il processo con il rito abbreviato è stato fissato al 12 marzo e pare che i familiari di una delle due vittime abbiano preso contatti con un avvocato per costituirsi parti civili al processo per ottenere un risarcimento dei danni per la morte del loro congiunto.

«Non ho potuto evitare di investirli perché prima di me c’era un’altra auto che li ha improvvisamente scartati spostandosi sulla carreggiata opposta e io me li sono trovata davanti che ciondolavano con delle bottiglie in mano», sostiene la ragazza di Ornago, che si trova ancora agli arresti domiciliari (con la possibilità di recarsi al lavoro), misura cautelare chiesta dal magistrato titolare delle indagini e confermata anche dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza. Secondo la ricostruzione del fatto, i due marocchini viaggiavano a piedi sulla provinciale perché stavano tornando a casa verso Cornate d’Adda, dove entrambi risiedevano, dopo che l’auto su cui viaggiavano, guidata da un amico connazionale di 29 anni di Bellusco, era stata posta sotto sequestro dai carabinieri. Il conducente era stato infatti trovato in stato di ebbrezza dopo un controllo notturno, che aveva anche portato al ritiro della patente di guida e anche i suoi amici non erano in grado di mettersi alla guida perché avevano alzato il gomito. Questi ultimi sono stati falciati sulla strada poco illuminata dall’utilitaria guidata dalla 21enn.

Anche lei poi risultata ubriaca, con un tasso alcolico di 1,95 grammi per litro, come è emerso dall’esito dell’alcoltest a cui la ragazza è stata sottoposta dopo essere stata trasportata sotto choc in ospedale, eseguito quasi due ore dopo l’impatto mortale. Anche la velocità a cui procedeva l’auto dell’investitrice è risultata superiore a quella consentita e lo dimostrano anche i danni al parabrezza e alla carrozzeria anteriore della vettura dopo il tragico duplice impatto. Ma la difesa dell’imputata punta a fare ottenere alla ragazza una pena equa puntando sulla mancanza di visibilità adeguata della provinciale, sulla posizione delle due vittime e anche sullo stato di incensuratezza della 21enne.