L’autodromo e il Parco tornano al centro del dibattito: strutture precarie
L’autodromo e il Parco tornano al centro del dibattito: strutture precarie

Monza, 15 aprile 2019 -  «In Autodromo metà delle strutture sono precarie, e hanno bisogno di una autorizzazione da rinnovare ogni cinque anni. Diciamo che l’Autodromo è una sorta di abuso edilizio permanente». Non è il solito slogan di denuncia delle anime ambientaliste della città che mai sono andate d’accordo con il circuito della Formula Uno. A parlare è il soprintendente per la Lombardia occidentale, Luca Rinaldi. Ovvero l’istituzione preposta alla tutela del gioiello storico-artistico-ambientale, quella che mette l’ultima parola sulle richieste di interventi e iniziative all’interno della Villa Reale, dei suoi giardini e del suo Parco. Compresa quella sulle «autorizzazioni da rinnovare ogni cinque anni». L’ente che impone prescrizioni rigide anche per il più piccolo dei lavori. E sul suo tavolo ci sono pure in giacenza alcune proposte una nuova destinazione del pratone della Gerascia, che su idea di Regione Lombardia (da pochi mesi entrata nella proprietà del Parco con i Comuni di Monza e di Milano) potrebbe diventare un’arena verde per ospitare i concerti. Temi che tornano a far discutere proprio a pochi giorni dai timori manifestati dal Comitato per il Parco sulla destinazione dei 70 milioni di euro della Regione per il Parco e la Villa.

Tesoretto già sceso a «55 milioni in seguito alla pretesa della Regione di scorporare dal totale 15 milioni versati all’Aci allo scopo di ottenere il rinnovo della titolarità del Gp di F1 per il triennio 2017-2019 – spiegano dal Comitato –. Ma i lavori per 55 milioni a beneficio del Parco sono ancora di là da venire e i primi 13 milioni versati al Consorzio per una prima parte degli interventi saranno gestiti anch’essi dalla Regione che ha dichiarato di sentirsi libera di rimodulare la destinazione di tutti i 55 milioni. Parole che ci preoccupano vista la scadenza dell’accordo per il rinnovo del Gran premio, i costi esorbitanti che esso comporterà e la propensione della Regione a finanziare con soldi pubblici una impresa privata come l’autodromo che versa in pessime acque». Senza contare il fatto che «aver ridotto a prato un bosco per giocarci a golf non è certo una forma di rispetto per un’area forestale di quel prestigio. E pure l’idea di ospitare, a fine aprile, le gare di trial nelle zone verdi dell’autodromo non ha alcun senso», attacca la portavoce del Comitato, Bianca Montrasio. Contraria alla politica del «tanto poi rimetto tutto a posto».

utta questa situazione, secondo il Comitato, «è figlia della mancanza di competenze scientifiche all’interno del Consorzio di gestione di Parco e Villa». Il Consorzio ha bisogno di «persone di adeguata cultura umanistica e scientifica, con competenze direzionali specifiche per i diversi aspetti in cui si articola la complessa realtà del monumento: architettoniche, paesaggistiche, naturalistiche, agroforestali, idrogeologiche, faunistiche. E avere un direttore scelto con un concorso internazionale, dotato di un curriculum e di competenze specifiche in materia di gestione di beni culturali, di altissimo livello».