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18 giu 2022

Arengario out, Comune condannato

L’associazione Ledha vince il ricorso: disabili discriminati. Il presidente Fumagalli: "Disponibili a collaborare"

18 giu 2022
giambattista anastasio
Cronaca
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori
Salire per le scale dell’Arengario di Monza per poter accedere alle mostre organizzate al suo interno è impossibile a chi ha problemi motori

di Giambattista Anastasio

Il Tribunale di Milano ha condannato il Comune di Monza per discriminazione per avere utilizzato come sede di eventi culturali "uno spazio non accessibile alle persone con disabilità motoria": l’Arengario. Il Comune è stato inoltre condannato a un risarcimento di 3mila euro e al pagamento delle spese legali. A darne notizia è stata Ledha (Lega per la difesa dei diritti delle persone con disabilità) che, rappresentata dagli avvocati Gaetano De Luca e Barbara Legnani, ha presentato il ricorso contro l’amministrazione. Nel dettaglio, il giudice ha contestato al Comune una discriminazione di natura indiretta: "L’omessa predisposizione da parte dell’amministrazione di misure volte a eliminare le barriere architettoniche in un luogo destinato alla frequentazione collettiva, sebbene possa apparire una condotta neutra, è idonea a incidere, di fatto, nella sfera soggettiva di tutti i portatori di disabilità motoria", si legge nella sentenza. Secondo il Tribunale, a causa della decisione del Comune di allestire una serie di eventi culturali all’interno dell’Arengario, le persone con disabilità "sono state estromesse in via ingiustificata dalla partecipazione alla vita sociale". Ovvia la soddisfazione dei ricorrenti: "Questa sentenza arriva al termine di un percorso partito da lontano: la nostra prima diffida al Comune risale al febbraio 2020 – ricorda Alessandro Manfredi, presidente di Ledha –. Siamo soddisfatti per il pronunciamento del giudice che ha ribadito il diritto delle persone con disabilità a partecipare alla vita culturale e agli eventi pubblici in condizioni di parità rispetto agli altri cittadini. Tutto questo avrebbe potuto essere evitato se da parte del Comune ci fosse stata più collaborazione". "È stato riconosciuto quello che la nostra associazione ha denunciato a lungo – dice Giorgio Fumagalli, presidente della sezione Ledha di Monza e Brianza –. Rinnoviamo al Comune la disponibilità a collaborare mettendo a disposizione le competenze dell’associazione e del Centro regionale per l’accessibilità e il benessere ambientale (Craba) affinché tutti i luoghi della cultura di Monza siano accessibili alle persone con disabilità".

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