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14 giu 2022
stefania totaro
Cronaca
14 giu 2022

Aicurzio, uccise a calci e pugni la madre: il figlio killer trasferito in ospedale

Slitta la perizia psichiatrica su Davide Garzia che infierì sul cadavere della donna

14 giu 2022
stefania totaro
Cronaca
I carabinieri davanti all’abitazione di Aicurzio in cui la povera Fabiola Colnaghi è stata uccisa dal figlio
I carabinieri davanti all’abitazione di Aicurzio in cui Fabiola Colnaghi è stata uccisa
I carabinieri davanti all’abitazione di Aicurzio in cui la povera Fabiola Colnaghi è stata uccisa dal figlio
I carabinieri davanti all’abitazione di Aicurzio in cui Fabiola Colnaghi è stata uccisa

Aicurzio (Monza), 15 giugno 2022  - ​Slitta di due settimane la perizia sulle condizioni mentali di Davide Garzia perché nel frattempo è stato trasferito dal carcere al reparto psichiatrico dell’ospedale San Gerardo il 23enne killer reo confesso della madre Fabiola Colnaghi, casalinga 58enne uccisa in casa a calci e pugni. L’appuntamento per conferire la consulenza psichiatrica in incidente probatorio era per ieri mattina davanti al gip del Tribunale di Monza Marco Formentin. Nella stanza del giudice si sono presentati il pm della Procura di Monza Giovanni Santini, titolare del fascicolo penale per omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere nei confronti del giovane e anche il suo difensore, l’avvocata Renata D’Amico, accompagnata dal perito scelto dalla legale per affiancare nella consulenza il collega nominato invece dalla pubblica accusa. Ma al momento di capire se Davide volesse partecipare all’udienza oppure rinunciare, dal carcere di Monza dove il 23enne è detenuto è arrivata la notizia del trasferimento a Villa Serena. Il giudice ha deciso quindi di rinviare al 28 giugno per recuperare nel frattempo notizie sulle condizioni dell’indagato.

La consulenza psichiatrica, con la formula dell’incidente probatorio che permette di raggiungere una prova come atto irripetibile, garantendo il contraddittorio tra le parti, dovrà fare luce sulla capacità di intendere e di volere del giovane al momento del delitto, la sua pericolosità sociale la capacità di stare a giudizio e la sua compatibilità con la detenzione in carcere. 

"Venite, ho ucciso mia mamma", ha detto il 23enne al telefono dopo avere chiamato i carabinieri all’ora di pranzo del 21 aprile scorso. Il giovane ha infierito brutalmente sulla madre, colpendola alla testa, all’addome e nelle altre parti del corpo. Per poi fare anche vilipendio del cadavere, tagliandole i capelli con una forbice, cospargendone il viso di candeggina e scrivendole parolacce sulle gambe.

Una sequenza da film dell’orrore che però fino ad ora non ha ancora convinto gli inquirenti sul fatto che Davide possa essere stato mosso da un raptus di follia. Molti infatti sono i particolari che non riescono a fare escludere l’ipotesi di un born out, di uno scoppio improvviso di rabbia che non deve essere per forza legato a problemi psichiatrici. Innanzitutto il 23enne si è dimostrato sempre perfettamente lucido, nella telefonata ai carabinieri, nel racconto di quanto ha commesso fatto nell’immediatezza dei fatti in caserma davanti al pm e poi ripetuto davanti al gip all’interrogatorio di garanzia. Dall’altro lato, però, nessuno tralascia altri elementi che potrebbero fare pensare a disturbi quantomeno psicologici di Davide, che 7 anni fa è stato in cura per crisi depressive. E per cui, ora, è stato necessario il trasferimento dal carcere, dove tutti sono finora stati concordi che potesse restare detenuto, al reparto psichiatrico del San Gerardo.

 

 

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