Il Cairo - Una tortura cinese, goccia a goccia. Anzi, egiziana. La Corte d’assise del Cairo ha rinnovato di altri 45 giorni la detenzione del ricercatore egiziano all’Università Bologna Patrick Zaki. Lo riferisce la sua legale, Hoda Nasrallah, sottolineando che è stata inoltre respinta la richiesta, presentata ieri dalla difesa, di un cambio dei giudici che seguono il caso. L’udienza si era svolta ieri ma l’esito si è appreso solo oggi. “Il prosieguo della detenzione di Patrick Zaki e’ un intollerabile abuso. Patrick, pero’, non e’ solo e vogliamo dimostrarglielo. Il 7 maggio prossimo, a quindici mesi dall’inizio della sua detenzione, in tutta Italia, terremo accesa ‘Una luce per Patrick’. E’ un’iniziativa a cui parteciperanno tutti i comuni aderenti ad Ali, le Autonomie Locali Italiane, che terranno le luci dei municipi accese e tutte le cittadine e i cittadini che vorranno manifestare la propria vicinanza allo studente di Bologna, accendendo una candela alle finestre". Lo affermano la deputata Lia Quartapelle, responsabile Esteri Pd, il deputato dem Filippo Sensi e il presidente Ali e sindaco di Pesaro Matteo Ricci.

"Continueremo ad impegnarci in Parlamento come negli enti locali - proseguono i tre - sino a quando Patrick non sara’ libero. Chiediamo al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese di valutare tutte le iniziative possibili per la liberazione di Patrick, a partire dal conferimento della cittadinanza italiana, richiesta supportata dalla raccolta di firme promossa da Station to Station e Change Italia, e di mantenere alta l’attenzione su questa vicenda e piu’ in generale sulla privazione dei diritti di liberta’ di tante persone in Egitto”. 

Il consiglio regionale della Liguria ha chiesto il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki “al fine di conferire maggiore forza e autorevolezza alla richiesta di liberazione”. Con un ordine del giorno d’aula approvato quasi all’unanimita’ con la sola eccezione della Lega, astenuta. Il documento, firmato da tutti i capigruppo tranne quello del Carroccio, e’ stato presentato dal dem Luca Garibaldi, e impegna anche giunta e governatore “ad attivarsi, nelle forme meglio ritenute, e con la massima celerita’ possibile, al fine di chiedere al governo italiano di impegnarsi a promuovere ulteriormente tutte le azioni ritenute opportune per il rilascio di Zaki, con particolare riferimento al coinvolgimento dell’Unione europea in questa iniziativa”.

Il capogruppo della Lega, Stefano Mai, precisa che “abbiamo provato a proporre delle modifiche all’ordine del giorno perche’ siamo favorevoli affinche’ il governo si attivi a liberare lo studente, ma non riteniamo necessario il conferimento della cittadinanza italiana. Mi spiace non aver visto la stessa determinazione a richiedere la liberazione dei pescatori italiani detenuti in Libia”. Gia’ lo scorso anno, a febbraio, sempre su proposta di Garibaldi, il consiglio regionale della Liguria aveva approvato all’unanimita’ un ordine del giorno che chiedeva la liberazione dello studente egiziano.