Sorseggiare un vino locale, a chilometro zero,tra i grattacieli di New York. La Urban Vineyards Association oltrepassa i confini europei e approda Oltreoceano, diventando a tutti gli effetti una rete mondiale. Nel corso degli Urban Vineyards Days, il convegno annuale dell’associazione svoltosi, hanno fatto il loro ingresso ufficiale due nuove prestigiose vigne urbane: Rooftop Reds, situata in cima a un edificio di Brooklyn ed Etna Urban Winery, impiantata alle pendici del vulcano, all'’ingresso di Catania. Due progetti vitivinicoli distanti migliaia di chilometri ma accomunati dal medesimo spirito pionieristico che lega tutti gli altri soci di U.V.A.: portare o reinnestare la vite in un contesto urbano là dove l’evoluzione dell’uomo l’ha cancellata durante i secoli o dove mai nessuno avrebbe pensato potesse nascere.

Rooftop Reds è la prima vigna urbana produttiva situata sul tetto del Brooklyn Navy Yard, situato su Flushing Avenue, una delle principali direttrici dell'isola newyorchese. Per la sua realizzazione, frutto di un’idea di Devin Shoemaker e sviluppata in collaborazione con le aziende vinicole della regione di Finger Lake e con la Cornell University, è stato realizzato un sistema di piantumazione urbana personalizzato: le viti sono state disposte in 42 vasi tecnici che coprono il tetto dell’edificio su una superficie di circa 1.380 metri quadrati. Dopo sette anni Rooftop Reds è arrivato a produrre tra le 200 e le 250 bottiglie di vino ottenute dalle principali varietà rosse della regione di Bordeaux. 

La Etna Urban Winery, invece, nasce nel 2018 quando sette cugini decidono di riportare in vita l’azienda vitivinicola di famiglia, dismessa negli anni 60 del ‘900 dopo quasi 300 anni di attività. Reimpiantando le viti nei terreni di proprietà, ormai abbandonati, il team si ritrova in un contesto ormai urbano, dal momento che Catania si era ingrandita a tal punto negli ultimi 50 anni da arrivare alle pendici del vulcano. Quello che poteva essere un ostacolo viene trasformato in risorsa: sarebbe stato proprio il paesaggio urbano a rendere unico quel vino all’interno della regione dell’Etna. Grazie anche all’aiuto di 30 supporters provenienti da 12 paesi, nel settembre 2021, dopo oltre cinquant’anni dall’ultima volta, è stata portata a termine la prima vendemmia della Etna Urban Winery.

Durante gli Urban Vineyards Days sono inoltre intervenuti, via streaming, i responsabili di Rooftop Reds Tokyo Project, vigna realizzata sul tetto di un grattacielo della capitale nipponica, che hanno raccontato lo stato di avanzamento del progetto e ribadito l’interesse a entrare in U.V.A. nel prossimo futuro, rendendo così ancora più intercontinentale l’Associazione. La due giorni in terra toscana è stata inoltre l’occasione per riprendere in mano il filo del progetto U.V.A., nato nel 2019 e momentaneamente interrotto a causa della pandemia: l’assemblea dei soci si è infatti riunita per lavorare ai primi obiettivi in agenda, come l’allargamento e il consolidamento dei rapporti all’interno dell’Unione Europea per promuovere l’ingresso delle vigne cittadine presenti in alcune importanti capitali del vecchio continente come Berlino, Praga, Londra e Stoccarda, che hanno già mostrato interesse a entrare nella rete, e per portare avanti le altre attività in linea con i principi di turismo di prossimità, sostenibilità, promozione enoturistica e culturale.

“Poterci incontrare nuovamente e dare il benvenuto a due prestigiosissimi nuovi soci è stato molto importante per la nostra giovane Associazione – racconta Luca Balbiano, presidente di U.V.A. - Siamo un gruppo eterogeneo di persone, con esperienze di vita e di lavoro diverse e provenienti da luoghi anche molto lontani tra loro. E forse è proprio questa la nostra forza, che ci permette di confrontarci in un modo schietto e di mettere in circolo le nostre idee. La pandemia ha soltanto rallentato il percorso comune ma, per fortuna, non ha fermato i singoli progetti che sono cresciuti e si sono fatti sempre più affascinanti e ambiziosi. Ora è tempo di mettere tutto a sistema e creare insieme qualcosa di unico e meraviglioso come le vigne urbane che custodiamo”.

Le vigne urbane riunite nella Urban Vineyards Association:

  • Vigna della Regina all’interno di Villa della Regina a Torino
  • la vigna Clos Montmartre di Parigi
  • il Clos de Canuts a Lione
  • i vigneti ritrovati della Laguna di Venezia
  • la vigna di Castel di Pugna “Senarum Vinea” di Siena
  • la Vigna di Leonardo all’interno della casa degli Atellani a Milano
  • la Vigna del Gallo all’interno dell’orto botanico dell’Università di Palermo
  • i filari di San Francesco della Vigna a Venezia
  • il Clos all’interno del Palais des Papes di Avignone
  • i filari di Rooftop Reds impiantati sui tetti  di Brooklyn a New York
  • la Etna Urban Winery di Catania