Attesissimo l'incontro a Ginevra tra Biden e Putin
Attesissimo l'incontro a Ginevra tra Biden e Putin

Washington - Si parte. E potrebbe spuntare più di una sorepresa. Non tanto nei rapporti tra gli Usa e i tradizionali alleatei, nel vecchi continente, quanto nelle strategie comuni verso Russia, Cina e Iran, i tre nuovi fronti apertisi con la nuova presidenza. E fra dieci giorni, il supervertice con Putin, in Svizzera. Joe Biden vola in Europa nel suo primo viaggio all'estero da quando si è insediato alla Casa Bianca. Il suo messaggio agli alleati del G7, della Nato e dell'Unione europea rappresenta una drastica svolta rispetto ai quattro turbolenti anni dell'era Trump. È lo stesso presidente americano a indicare l'obiettivo della sua missione in una lettera aperta pubblicata sul Washington Post: «In questo momento di grande incertezza in cui lottiamo ancora con la pandemia, l'America vuole rinnovare l'impegno al fianco dei suoi partner per affrontare le tante sfide che abbiamo di fronte e prevenire le minacce di questa nuova era».

Nel mandare in soffitta l'America First di trumpiana memoria, Biden è dunque intenzionato a lanciare un appello perchè si rafforzi l'asse tra le democrazie occidentali, un asse capace di essere alternativo e competitivo rispetto ai regimi autoritari che sempre più alzano l'asticella della sfida, Mosca e Pechino in prima linea: «Siamo noi, le democrazie - afferma l'inquilino della Casa Bianca - che dobbiamo scrivere le regole del 21mo secolo, non la Cina». L'Air Force One decollerà alla volta di Londra mercoledì, dove il presidente americano incontrerà il premier britannico Boris Johnson per confermare anche dopo la Brexit la special relation tra Usa e Regno Unito. Poi dall'11 al 13 giugno il summit dei leader del G7 in Cornovaglia, il primo in persona dall'inizio della pandemia. Il 14 giugno sarà la volta del summit della Nato a Bruxelles, e infine il 16 giugno l'attesissimo vertice con Vladimir Putin a Ginevra.

Joe Biden e Vladimir Putin quando il secondo si congratulò con lui

Al tavolo del G7 e a quello della Nato il clima sarà totalmente differente da quattro anni fa, quando Donald Trump come un fiume piena spazzò via certezze e consuetudini che da decenni costituiscono il cemento dell'alleanza tra le due sponde dell'Atlantico, appoggiando incondizionatamente la Brexit, mettendo in discussione un'alleanza atlantica definita obsoleta e innescando una guerra commerciale senza precedenti con l'Europa. Biden non solo rilancerà il legame con i Paesi Nato ribadendo l'impegno assunto con l'articolo 5 del trattato, quello della difesa reciproca messo in discussione dal predecessore. L'attuale inquilino della Casa Bianca cercherà con gli alleati una linea comune su tutto: dalle spese per il ritiro dall'Afghanistan alle dispute commerciali come quella tra Airbus e Boeing, o a quella sui dazi che colpiscono l'alluminio e l'acciaio.

Si cercherà anche una convergenza anche sulla cosiddetta diplomazia dei vaccini e sugli strumenti per contrastare il fenomeno crescente dei cyber attacchi o quello della diffusione della disinformazione. Con Biden pronto anche a raccogliere il primo successo, quello della minimum tax sulle grandi società da lui proposta e già fatta propria dal G7 finanziario. Certo, restano i nodi dei rapporti con Russia e Cina, verso cui l'Europa appare più indulgente soprattutto per una serie di interessi economici e commerciali. Alla Casa Bianca sono poi consapevoli che ci sono almeno altri due aspetti che possono complicare lo sforzo di Biden per rinsaldare l'asse con le altre democrazie occidentali. Il primo è che sia in Germania sia in Francia presto potrebbe cambiare lo scenario politico, con l'uscita di scena di Angela Merkel e le elezioni in vista nel Paese transalpino.

Il secondo riguarda la grande prudenza degli europei il cui timore di fondo resta, se non quello di un ritorno di Trump tra quattro anni, quello di una sconfitta democratica nel 2024 che porti nello Studio Ovale una figura erede del tycoon. Intanto Trump, tornando sul palco alla convention dei repubblicani della North Carolina, ha accusato Biden di debolezza nei confronti di Pechino: «È ora che la Cina paghi per quanto accaduto con la pandemia», ha affermato: «I Paesi del mondo dovrebbero lavorare tutti insieme per presentare alla Cina un conto di almeno 10 mila miliardi di dollari per compensare i disastrosi danni che ha causato», ha sostenuto l'ex presidente. «E come primo passo - ha aggiunto - i Paesi dovrebbero tutti insieme cancellare ogni debito che hanno con la Cina come anticipo sul risarcimento dovuto».