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12 mar 2022
12 mar 2022

Ucraina, Scholz e Macron a Putin: "Cessate il fuoco". Lui: "Da Kiev violazioni umanitarie"

Una telefonata tra i tre capi dello Stato, che avrebbero deciso di restare "in stretto contatto". Zelensky in pressing sui tedeschi

12 mar 2022

KIev, 12 marzo 2022 -  Iniziata intorno alle 12, la telefonata tra il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Scholz e il capo di stato russo Putin per cercare di disinnescare la crisi ucraina, si è conclusa poco prima delle 14, stando a quanto fa sapere l'Eliseo.

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Per quanto riguarda il tema al centro della chiacchierata, in base a quanto hanno riferito i media nazionali tedeschi, riportando le dichiarazioni effettuate da un portavoce del governo federale, sembra che Olaf Scholz ed Emmanuel Macron abbiano insistito con il presidente russo Vladimir Putin per ottenere "un immediato cessate il fuoco in Ucraina". In 75 minuti, i due leader hanno anche chiesto "l'inizio di una soluzione diplomatica del conflitto". "Su altri contenuti del colloquio - si legge nel comunicato - è stato concordato il silenzio".  

Stando a fonti dell'Eliseo, nella telefonata, Vladimir Putin "non ha dato alcun segnale della volontà di sospendere la guerra". "La differenza con l'ultimo colloquio di due giorni fa - hanno fatto notare le fonti della presidenza francese - è che non ha usato il termine 'denazificazione' elencando gli obiettivi russi in
Ucraina. Il termine si è fatto più raro negli ultimi contatti". "Noi - ha aggiunto l'Eliseo - ne traiamo una conseguenza: Putin deve prendere atto di sanzioni ancora più pesanti".

Al termine del colloquio telefonico, il Cremlino ha invece spiegato che Putin ha informato sul "reale stato delle cose" e ha criticato quella che ha definito la "flagrante violazione" del diritto umanitario internazionale da parte delle forze ucraine. "In particolare - ha riferito la nota della presidenza russa - sono stati citati numerosi fatti della flagrante violazione delle norme del diritto internazionale umanitario da parte delle forze di sicurezza ucraine", violazioni che pero' non sono stati specificate. Stando all'Eliseo, però, le accuse di "flagranti violazioni" del diritto umanitario da parte delle forze ucraine sono "bugie"

Non si conosce comunque l'esito della conversazione tra i tre capi di Stato: l'unica notizia trapelata è che Vladimir Putin, Olaf Scholz ed Emmanuel Macron sarebbero rimasti d'accordo nel rimanere "in stretto contatto" nei prossimi giorni.

Non si tratta, comunque, dell'unica telefonata che il cancelliere tedesco ha avuto nella giornata di oggi. Scholz ha infatti avuto un colloquio con Volodymyr Zelensky. "Ho parlato con il cancelliere tedesco Olaf Scholz e con il presidente francese Emmanuel Macron. Abbiamo discusso di come rispondere all'aggressore, dei crimini contro i civili. Ho chiesto ai miei partner di aiutarci a liberare il sindaco di Melitopol che è stato rapito. Sono state discusse anche le prospettive dei colloqui di pace. Dobbiamo fermare l'aggressore insieme", ha scritto scritto il presidente ucraino su Twitte. 

Kiev è da giorni di nuovo in pressing sui tedeschi, per ottenere aiuti più consistenti sul piano militare e una linea ancor più intransigente sulle sanzioni. Per Zelensky, la Germania dovrebbe promuovere l'embargo delle importazioni del gas e del petrolio russo, ma Berlino frena perché teme di finire in una sorta di blackout nel giro di alcune settimane. Mentre sono in corso gli sforzi diplomatici per provare a fermare l'assalto della Russia dello zar, si rafforza anche l'impegno tedesco sul fronte dell'accoglienza dei rifugiati.

La ministra Annalena Baerbock è volata in Moldavia, dove ha annunciato l'avvio di un ponte aereo, per portare dalla piccola repubblica 2500 ucraini direttamente in Germania. Un'iniziativa concordata con la ministra dell'Interno Nancy Faeser, alle prese da giorni con il coordinamento dei Laender per il flusso ininterrotto di persone, che arrivano sui treni nella Repubblica federale (dai 10 ai 14 mila al giorno a Berlino). Baerbock ha annunciato anche un aiuto finanziario per la Moldavia, che oltre ai 5 milioni di euro stanziati dall'Ue per far fronte all'emergenza, ne riceverà altri 3 messi versati da Berlino.

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