Ragazze a scuola a Herat in Afghanistan
Ragazze a scuola a Herat in Afghanistan

"Siamo impegnati a rispettare i diritti delle donne sotto il sistema della Sharia". Così il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha affermato, nella prima conferenza stampa dopo la presa di Kabul, che il nuovo Governo non intende discriminare le donne. Una "pace armata", insomma, che potrebbe rimanere tale soltanto se saranno rispettati i principi della legge coranica, ovvero la Sharia. Ma cos'è realmente la Sharia?

La raccolta

La Sharia non è un solo testo, ma è rappresentata da una raccolta di norme, un compendio di regole di vita e di comportamento dettate dalla divinità per la condotta morale, giuridica e religiosa dei suoi fedeli. E' quindi facilmente intuibile come la caratteristica di questa raccolta sia l'ampia interpretabilità. Se, infatti, le regole di condotta rivestono tre ambiti così diversi come quello morale, quello giuridico e quello religioso è evidente che a fare la differenza di volta in volta è il campo di applicazione e quindi l'interpretazione della medesima norma. Le fonti fondamentali della Sharia o Shari'a sono il Corano e la Sunnah, ovvero i detti e le azioni del profeta Maometto.

Le differenze fra uomo e donna

Secondo la legge islamica, uomo e donna sono uguali davanti a Dio. Già, davanti a Dio. Ma non nella comunità umana. Nella pratica la differenza fra uomo e donna si concretizza in trattamenti economici differenti, limitazioni della libertà femminile con l'obbligo di un tutore uomo soprattutto durante gli spostamenti fuori dallo Stato e la possibilità per il genere femminile di accedere soltanto ad alcune professioni. Limiti che gli uomini non hanno. Le donne devono indossare l'hijab, ovvero il velo, ma c'è anche chi impone il più radicale burqa.

Matrimonio

Secondo queste norme, i padri hanno il diritto di combinare il matrimonio delle loro figlie, minorenni o adulte, ma i giuristi concordano sul fatto che una donna adulta che non è più vergine debba dare il proprio consenso esplicito a un matrimonio. La questione se una figlia vergine abbia il diritto di opporsi a un matrimonio contratto per lei dal padre è stata oggetto di dibattito tra i giuristi.
 

Cosa prevede la Sharia: le sanzioni

Dal punto di vista penale e delle sanzioni in caso di reato, le interpretazioni della Sharia sono numerose e differenti. E le interpretazioni più feroci sono spesso state invocate per giustificare atti terroristici e barbarie di vario genere in diversi Stati del mondo da parte degli estremisti islamici. In diversi Stati del mondo come l'Afghanistan, appunto. Nel Corano mancano riferimento espliciti a pratiche violente come lapidazione, decapitazione e frustate. Eppure più volte i talebani hanno applicato questo genere di punizioni, così come hanno applicato anche la mutilazione degli arti per punire ad esempio il furto. Secondo la Sharia, sarebbero ritenuti reati l'adulterio, il consumo di alcolici e la decisione di cambiare religione. Il Corano dice che coloro che commettono adulterio devono essere frustati 100 volte. Viene poi aggiunto che se la persona coinvolta è single e non è stata sposata allora dovrebbe anche essere esiliata per un anno; e che uomini e donne sposati colpevoli di adulterio dovrebbero essere puniti con la lapidazione.

I paradossi

Vietato consumare vino, secondo la Sharia. Chi lo fa può essere punito con centinaia di frustate. Vietato consumarlo e quindi di conseguenza produrlo, importarlo, esportarlo, trasportarlo e venderlo. Non che quello enologico sia un settore particolarmente florido in Afghanistan, sia chiaro. Ma si tratta comunque di un colpo all'economica che fa capire quanto la Sharia non rappresenti di certo un codice libertario. Altro paradosso riguarda l'applicazione della Sharia: in alcuni Stati fra le figure professionali più richieste compare quella di "esperto in scienza della Sharia".