Guerriglieri palestinesi in strada
Guerriglieri palestinesi in strada

Alta tensione in Medio Oriente dopo gli scambi di bombardamenti fra Israele e gruppi militanti palestinesi. Il bilancio delle vittime conta, all'alba del 12 maggio, 35 palestinesi e 5 israeliani morti, oltre a decine di feriti tra cui bambini. Gruppi militanti palestinesi, tra cui l'ala armata del Movimento di resistenza islamica (Hamas) e la Jihad islamica palestinese (PIJ), hanno lanciato centinaia di razzi dall'enclave costiera assediata contro Tel Aviv e altre città israeliane nel sud e nel centro di Israele. In risposta, aerei da combattimento e droni israeliani hanno bombardato postazioni e strutture militari appartenenti a Hamas e ai militanti della Jihad islamica. I caccia hanno anche distrutto appartamenti e grattacieli che appartengono ai due gruppi nella Striscia di Gaza. Morti quattro dirigenti di Hamas. Nelle ultime ore sono stati mobilitati i riservisti dell'esercito israeliano che verranno spostati verso il confine per quella che sembra poter diventare ora una guerra di terra.  Bombardato da Hamas un importante oleodotto israeliano. Netanhyau promette: "Hamas e Jihad pagheranno caro"

Dal canto loro, rappresentanti di Hamas hanno detto di essere pronti "a un'escalation" in caso Israele lo voglia, mentre il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha annunciato l'invio di truppe nella città di Lod, a quindici chilometri da Tel Aviv, dove si segnalano roghi di sinagoghe. L'inviato Onu Tor Wennesland, da parte sua, aveva invitato le parti a porre fine "immediatamente" agli scontri. "Smettete di sparare immediatamente. Questa escalation sta andando verso una guerra su larga scala - ha scritto su Twitter - I leader di tutte le parti devono impegnarsi nella de-escalation. Una guerra a Gaza sarebbe devastante e la gente comune ne pagherebbe il prezzo". 

Guerra aperta

Hamas rivendica il lancio di un migliaio di razzi contro Tel Aviv e il centro di Israele, dove sono entrate in funzione le sirene di allarme. Almeno 500 i raid dello stato ebraico contro la Striscia di Gaza "Come avevamo promesso, le Brigate al-Qassam hanno lanciato il più grande attacco contro Tel Aviv e le zone circostanti, con 130 missili, in risposta all'attacco del nemico a edifici civili", si legge in un comunicato. Razzi hanno colpito la città israeliana di Holon, a sud di Tel Aviv. Secondo quanto riferito sono rimaste ferite alcune persone e nelle immediate vicinanze è stato colpito anche un bus che però era vuoto. A Rishon le-Zion, nella stessa zona, è stato colpito un edificio. Una donna - secondo quanto riportato dai media - avrebbe perso la vita. Incerto il bilancio di vittime e feriti. 

In serata tutti gli atterraggi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, altro obiettivo dei missili di Hamas, sono stati annullati. Il provvedimento - viene riferito - è stato preso per consentire alle batterie Iron Dome di intercettare i razzi palestinesi in arrivo. Aerei che si accingevano ad atterrare - ha riferito la televisione pubblica Kan - sono stati dirottati verso Cipro. Alcuni aerei in partenza hanno avuto ordine di prendere una rotta a nord di Tel Aviv. Questi provvedimenti sono di carattere temporaneo, secondo la emittente.