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22 feb 2022
22 feb 2022

Ucraina, convoglio russo verso il confine. Biden: "L'inizio dell'invasione"

In una conferenza stampa il presidente russo Vladimir Putin ha precisato di considerare il Paese vicino una "minaccia strategica"

22 feb 2022
epa09777360 US President Joe Biden provides an update on the situation in Russia and Ukraine, from the East Room of the White House in Washington, DC, USA, 22 February 2022.  EPA/Chris Kleponis / POOL
Grattacapi per Biden
epa09777360 US President Joe Biden provides an update on the situation in Russia and Ukraine, from the East Room of the White House in Washington, DC, USA, 22 February 2022.  EPA/Chris Kleponis / POOL
Grattacapi per Biden

Nel giorno in cui il presidente russo Vladimir Putin chiede e ottiene dal Senato il via libera all'utilizzo di forze militari all'estero a sostegno dei separatisti nell'Ucraina dell'est, un convoglio militare di Mosca con oltre 100 camion carichi di soldati è stato avvistato in direzione del confine ucraino nella regione russa di Belgorod, a nord dell'autoproclamata repubblica separatista di Lugansk. A rivelarlo è il Guardian. Nelle stesse ore lo stesso presidente ha dettato una sorta di ultimaturm a Kiev per evitare il conflitto. Ma secondo Joe Biden, il presidente degli Stati Uniti, "la Russia ha cominciato a spezzettare l'Ucraina, sta tentando di rubare con la forza dei territori in violazione aperta del diritto internazionale. Annuncio nuove sanzioni nei confronti della Russia in risposta alle sue azioni, in coordinamento con gli alleati". 

Infine, il segretario di stato Usa Antony Blinken ha infatti annullato l'incontro con il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov previsto per giovedì che, ha ricordato, era subordinato al fatto che non ci fosse un'invasione russa dell'Ucraina. «Ora non ha senso», ha detto, precisando di essersi consultato prima con gli alleati. "Siamo di fronte alla più grande minaccia per la sicurezza europea dalla Seconda Guerra Mondiale", ha poi aggiunto. Nel frattempo, gli Usa trasferiranno 800 uomini dall'Italia verso i Paesi baltici per rafforzare il fianco orientale della Nato alla luce della crisi ucraina.

Le richieste di Putin all'Ucraina

Tre le richieste di Vladimir Putin all'Ucraina, in quello che appare come un ultimatum: il governo di Kiev dovrebbe ritirare la sua richiesta di adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l'annessione della Crimea alla Russia. "Vogliamo raggiungere una situazione per cui ci sia sicurezza, tutti devono fare uno sforzo", dice Putin, ma per farlo è necessario "demilitarizzare l'Ucraina". Kiev del resto "non partiva da zero con il nucleare, c'è una potenziale minaccia perché ci sono missili con una gettata di decine di chilometri ma anche altri tipi di armamenti: questa è una minaccia strategica per la Russia, prenderemo molto bene in considerazione la questione".

Per quanto riguarda l'eventuale ingresso delle truppe russe nell'Ucraina orientale per aiutare i separatisti dipenderà dalla "situazione sul campo". Ai giornalisti il presidente russo Putin ha precisato: "Non ho mai detto che le truppe russe entreranno in quel territorio dopo il mio incontro qui con voi. Inoltre, è impossibile prevedere qualsiasi potenziale azione in generale. Dipenderà tutto dalla situazione che emergerà sul campo". 

Le repubbliche separatiste Donetsk e Lugansk

"Rispetto ai confini" delle due repubbliche separatiste, Donetsk e Lugansk, "li riconosceremo", ha detto Putin. Il presidente russo ha aggiunto che Mosca riconoscerà le costituzioni delle due regioni che "stabiliscono i confini di quando facevano parte dell'Ucraina" e "auspico che tutti i punti controversi siano risolti nel corso di negoziati tra le attuali autorità di Kiev e le leadership di queste due repubbliche". 

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"Gli accordi di Minsk sono stati uccisi"

Secondo Putin, gli accordi di Minsk sono stati "uccisi" dalle autorità di Kiev ben prima che Mosca riconoscesse l'indipendenza delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk. "Era stato raggiunto un compromesso e ci si muoveva davvero verso una risoluzione pacifica. Nel corso degli anni è stato tutto azzerato dalle iniziative delle attuali autorità di Kiev - ha detto Putin - pertanto, gli accordi di Minsk sono stati uccisi molto prima del riconoscimento di ieri delle repubbliche popolari del Donbass, e non da noi, né dai rappresentanti di queste repubbliche, ma dalle attuali autorità di Kiev". 

Le armi nucleari in Ucraina

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha definito "una minaccia strategica" alla Russia "inaccettabile" la presenza di un Paese come l'Ucraina, "anti-russa", con competenze nucleari e "armata fino ai denti". Sempre parlando con i giornalisti a Mosca, il capo del Cremlino si è detto "seriamente preoccupato" dalla minaccia di armi nucleari in Ucraina: ha fatto notare che ha una competenza nucleare molto vasta e tutto il necessario per sviluppare rapidamente testate e missili nucleari. "Per noi questo rappresenta una minaccia strategica" e lo affronteremo nel "modo più serio": "Mosca sarebbe nel raggio d'azione dei missili nucleari ucraini".

 "L'Ucraina ha avuto, nel suo passato sovietico, competenze nucleari molto vaste, in termini di reattori, tecnologia, conoscenze, specialisti. Sarebbe molto facile dotarsi di armi nucleari rispetto ai Paesi che devono iniziare da zero", ha denunciato il Presidente russo, Vladimir Putin. "Non sono in grado di arricchire l'uranio. Ma è solo una questione di hardware, non è un problema che non siano in grado risolvere. Quanto ai sistemi di lancio di queste potenziali armi nucleari, hanno vecchi missili sovietici che possono colpire obiettivi a centinaia di chilometri di distanza".  "E anche se l'Ucraina si doterà di armi nucleari tattiche, sarà una minaccia strategica per la Russia. Ed è quello che consideriamo ora. Una volta che hai una capacità di lancio di cento chilometri, poi ce l'hai di duecento, poi di trecento. Mosca sarebbe a portata di un missile nucleare. E' per questo che consideriamo la questione tanto seriamente", ha precisato il Presidente russo. 

Il discorso di Biden

Il presidente americano Joe Biden ha descritto quanto sta accadendo in Ucraina come "l'inizio di un'invasione russa dell'Ucraina" e ha annunciato pesanti sanzioni contro Mosca come risposta, sanzioni "ben più aspre di quelle implementate nel 2014" con l'annessione della Crimea. Biden ha aggiunto che gli Usa continueranno a fornire "armi difensive" a Kiev.

"Oggi in risposta alle azioni della Russia ho deciso di rafforzare l'alleanza con paesi baltici. Non vogliamo combattere contro la Russia ma difenderemo ogni territorio della Nato", ha precisato Biden.  Gli Stati Uniti "credono ancora" che la Russia sia decisa ad "andare molto oltre nel lanciare un attacco esteso contro l'Ucraina". "Spero - ha aggiunto il presidente Joe Biden - di sbagliarmi", ma il presidente ha aggiunto di aver notato che la Russia ha trasferito scorte di sangue al confine. "Non hai bisogno di sangue - ha commentato - a meno che non pianifichi di cominciare una guerra".

 "Capiamo tutti l'urgenza e la gravità della minaccia della Russia per la stabilità globale e ieri il mondo intero ha potuto ascoltare tutta la forza di una versione travisata della storia da parte di Putin. Ha detto che l'Ucraina fa parte della Russia, ha provocato la Nato, ha minacciato la guerra: è chiaro che è la Russia ad aggredire". Lo ha detto il presidente degli Usa Joe Biden, aggiungendo però che "siamo ancora in tempo per evitare il peggio, con una diplomazia seria. Ne riparleremo senz'altro nei prossimi giorni".

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