Ginevra - Aria nuova. Di deciso disgelo, dopo il supervertice Biden-Putin. Il primo a parlare, ed è un fiume in piena, è il leader russo. Che non lesina sorprese. Joe Biden è “uno statista esperto“ ed è “molto diverso“ da Donald Trump, esordisce, dopo aver parlato con Biden per due ore, un tempo che ad altri politici non avrebbe dedicato. E alla fine dell'incontro Biden ha regalato al presidente russo un bisonte di cristallo e un paio di occhiali da sole Aviators, lo stesso modello indossato sempre dal capo della Casa Bianca, creati appositamente da Randolph Usa. Lo riportano i media internazionali. Ai colloqui con il presidente Usa  “non c‘è stata animosità“, ha dichiarato Putin. “Al contrario, ci siamo incontrati e le nostre posizioni differiscono in molti campi, ma dal mio punto di vista, entrambe le parti hanno mostrato la volontà di capirsi e di trovare il modo di avvicinare le nostre posizioni. Il nostro dibattito è stato piuttosto costruttivo“.

Alle 20 ora italiana Joe Biden è partito da Ginevra per Washington a bordo dell’Air Force One, dopo il faccia a faccia con Vladimir Putin, che ha concluso il suo primo viaggio all’estero da presidente, con la partecipazione in Europa al G7, al summit Nato e al vertice Usa-Ue. Nella biblioteca di Villa La Grange a Ginevra è cominciato il disgelo tra Usa e Russia, è stata stabilita una linea di dialogo e concordato un inizio di collaborazione: dal ritorno dei rispettivi ambasciatori alle consultazioni contro i cyber attacchi sino all’avvio di negoziati sul disarmo. Con tanto di dichiarazione comune sulla stabilità nucleare volta a scongiurare una guerra atomica. Resta invece un abisso sui diritti umani, su cui lo zar non accetta lezioni. 

Prima del summit i due leader, davanti al presidente svizzero Guy Parmelin che faceva gli onori di casa, si sono stretti la mano per la photo opportunity e si sono guardati negli occhi, anche se il leader del Cremlino ha distolto subito lo sguardo verso i fotografi. Poi all’interno hanno assistito divertiti alla zuffa dei reporter e si sono scambiati i primi convenevoli per rompere il ghiaccio e dare il via all’evento. «Spero che i nostri colloqui siano produttivi», ha esordito il presidente russo. 

«È sempre meglio incontrarsi faccia a faccia», gli ha replicato il commander in chief, decisamente più a suo agio e rilassato rispetto ad un Putin teso e contratto. Poi è calato il sipario per quattro ore, prima per un bilaterale ristretto di un’ora e mezza alla presenza dei rispettivi ministri degli esteri, quindi per un incontro allargato ad un manipolo di consiglieri. Il summit è finito prima del previsto suscitando il timore che fosse fallito. Ma le due successive conferenze stampa separate hanno alimentato un moderato ottimismo, con il riconoscimento di una «responsabilità comune globale» e della necessità di dialogare, anche quando non si è d’accordo. 

«I colloqui sono stati molto costruttivi, non c’è alcun genere di ostilità tra noi», le prime parole di Putin, che ha ottenuto quel che voleva: il riconoscimento e il rispetto per la Russia nell’arena internazionale. « Biden è uno statista molto esperto, equilibrato, ha valori morali, abbiamo trovato un linguaggio comune. Questo non vuol dire che ci prometteremo amicizia eterna o dobbiamo cercare le nostre rispettive anime ma ho visto una scintilla di speranza nei suoi occhi», ha aggiunto. Quindi ha indicato i terreni di collaborazione: il ritorno degli ambasciatori, l’inizio di consultazioni per il nuovo Start e sui cyber attacchi, di cui però ha respinto ogni responsabilità. 

Possibile un compromesso sullo scambio di prigionieri, mentre sull’Ucraina si è limitato a ribadire l’impegno a rispettare gli accordi di Minsk auspicando che Kiev faccia altrettanto. Rassicurazioni anche contro la militarizzazione dell’Artico. Ma il leader del Cremlino ha respinto ogni accusa sull’oppositore Alexiei Navalny, che non ha neppure voluto nominare («quest’uomo ha violato deliberatamente la legge per farsi arrestare»). E sui diritti umani, rinfacciando agli Usa Guantanamo, le prigioni segrete della Cia per torturare, i droni che uccidono i civili, le sparatorie quotidiane, le discriminazioni contro gli afroamericani, il sostegno ad organizzazioni anti governative in Russia. 

«Non vogliamo che da noi accada quello che è successo con l’assalto al Congresso», ha spiegato, con un paragone del tutto fuori luogo («ridicolo» per Biden) con le proteste pacifiche in Russia. Anche il presidente Usa ha condiviso in conferenza stampa le prospettive di collaborazione con Mosca, ricordando che «un’altra Guerra Fredda non sarebbe nell’interesse di nessuno». «Sono venuto a fare quello che dovevo» con l’obiettivo di «avere relazioni stabili e prevedibili: l’incontro è stato buono, c’è una genuina prospettiva di migliorare significativamente le relazioni» fra Stati Uniti e Russia, ha detto. «La mia agenda non è contro la Russia, ma per gli americani», ha assicurato. Ma il presidente americano ha ammonito che continuerà a sollevare la questione dei diritti umani «perchè sono nel nostro Dna» e che gli Usa risponderanno ad azioni ostili russe, come le interferenze nelle elezioni o gli hackeraggi. A questo proposito ha consegnato a Putin una lista di «16 infrastrutture critiche» che devono essere off limits da ogni forma di attacco.

Putin e Biden hanno poi concordato di avviare consultazioni sulla stabilità strategica a livello intergovernativo. “Gli Usa e la Russia hanno una speciale responsabilità in termini di stabilità strategica“, ha detto il presidente russo in conferenza stampa dopo il vertice Russia-Stati Unitia Ginevra. “Abbiamo concordato che le consultazioni inizieranno a livello interdipartimentale sotto gli auspici del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e del Ministero degli affari esteri russo“, ha affermato Putin. “Non c‘e‘ felicita‘ nella vita. C‘e‘ solo un miraggio all‘orizzonte“.

Spaziando un po‘ nella filosofia, il presidente russo ha poi risposto alla domanda se, a suo giudizio, siano cambiate le relazioni tra Usa e Russia, dopo il suo incontro con Biden. “Penso pero‘ - ha aggiunto - di aver visto un lampo di speranza (nei suoi occhi)“. «Il presidente Biden non mi ha invitato negli Usa nè io l‘ho invitato in Russia. Ci devono essere le condizioni giuste per questo». Putin ha rivelato che si e‘ parlato di un possibile scambio di prigionieri tra i due Paesi e che il ministero degli Esteri russo e il Dipartimento di Stato americano continueranno a parlarne per cercare di raggiungere una sorta di compromesso.