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23 giu 2022
23 giu 2022

Uccise il marito e violentò la moglie più volte: primo processo per stupro in Ucraina

Alla sbarra Mikhail Romanov, un russo di 32 anni che sarà giudicato in contumacia. I reati sarebbero avvenuti nella regione della capitale Kiev il 9 marzo

23 giu 2022
Un'immagine di desolazione a Irpin, dove donne e bambini sono stati violentati dai russi
Un'immagine di desolazione a Irpin, dove donne e bambini sono stati violentati dai russi
Un'immagine di desolazione a Irpin, dove donne e bambini sono stati violentati dai russi
Un'immagine di desolazione a Irpin, dove donne e bambini sono stati violentati dai russi

Kiev -  Si tiene oggi in Ucraina l’udienza preliminare del primo processo contro un soldato russo accusato di aver violentato una donna ucraina. Lo scrive il Guardian precisando che si tratta del primo caso del genere preso in esame dalle autorità giudiziarie del paese. Sul banco degli imputati Mikhail Romanov, 32 anni, che sarà processato in contumacia. È accusato di aver ucciso un civile nella regione della capitale Kiev il 9 marzo scorso e di aver poi violentato ripetutamente la moglie dell’uomo. 

A Irpin sono stati dissotterrati circa 300 corpi, come comunicato dall’ufficio del procuratore generale, aggiungendo che di questi, oltre 100 rimangono non identificati. Le immagini dei soccorritori che depongono i corpi dei civili morti coperti da teli bianchi allineandoli per strada fecero il giro del mondo. Una lunga galleria degli orrori, quella denunciata dalle autorità locali, con la denuncia shock di bimbi massacrati con segni di tortura e stupro.

Pochi giorni fa il Senato italiano ha approvato una mozione di sostegno all’attività di indagine della Corte Penale Internazionale (CPI) nei casi di violenza contro le donne nei conflitti, riconoscendo l’utilita’ dell’attivita’ della CPI come strumento non militare e lo stupro come arma di guerra. “ Da oltre cento giorni - ha detto la senatrice Emma Bonino - in Ucraina assistiamo a immani violenze contro le donne. E non e’ certo una novita’. Da anni mi batto per riconoscere che lo stupro e le violenze contro le donne in caso di guerra, rappresentano un’ulteriore arma di guerra”.

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