PRIMA VOLTA DI UN PAPA IN IRAQ

Mascherina bianca sul volto, borsa nera nella mano sinistra, il Papa è giunto alla scaletta dell'aereo che lo porterà in Iraq poco dopo le 7.15 all'aeroporto di Fiumicino. Francesco, 84 anni, ha stretto le mani a tutte le autorità presenti, è salito sulla scaletta dell'aereo, ha salutato i piloti e le hostess del A330 Alitalia e si è poi andato a sedere, seguito dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e dagli altri presuli del seguito.  

E' il primo Pontefice della storia a visitare l'Iraq. Accompagnano il Papa nel volo una settantina di giornalisti.  Durante il suo soggiorno il
Papa percorrerà con la compagnia aerea irachena e con gli elicotteri militari 1455 chilometri in due giorni
visitando Najaf, Nassiriya (sabato 6 marzo), Erbil, Mosul e Qaraqosh (domenica 7). Francesco pernotterà alla nunziatura di Baghdad.

PRIMA DI PARTIRE L'INCONTRO CON ALCUNI RIFUGIATI IRACHENI

Questa mattina, nel lasciare Casa Santa Marta in direzione dell'aeroporto di Fiumicino, Papa Francesco si è intrattenuto per alcuni momenti con 12 persone accolte dalla Comunità di Sant'Egidio e dalla Cooperativa Auxilium e rifugiatesi in anni recenti in Italia dall'Iraq, Il gruppo era accompagnato dall'Elemosiniere, card. Konrad Krajewski.

INGENTI MISURE DI SICUREZZA

La visita si svolge dopo che l'Iraq nelle ultime settimane ha registrato un'ondata di attacchi con missili e attentati suicidi, che hanno sollevato timori per la sua sicurezza. Il vescovo ausiliare Basilio Yaldo, coordinatore della visita del Pontefice, ha ricordato le difficoltà logistiche ed organizzative del viaggio: "10.000 tra militari e forze di polizia" dispiegati per la sicurezza, veicoli blindati per gli spostamenti e le limitazioni dovute alle norme anti-covid. Alla fine di gennaio, un duplice attentato suicida rivendicato dall'Isis ha fatto una strage in un gremito mercato di Baghdad; gli attacchi missilistici da parte delle milizie armate sostenute dall'Iran contro le posizioni statunitensi sono diventati più frequenti.

E solo tre giorni fa, alcuni razzi hanno colpito una base aerea che ospitava le truppe statunitensi. Anche l'epidemia Covid-19 non si ferma: lo scorso fine settimana, il nunzio apostolico a Baghdad, Mitja Leskovar, è risultato positivo. Le forze speciali del ministero dell'Interno e l'esercito istituiranno un cordone di sicurezza attorno al Papa ovunque vada, mentre l'aviazione opererà con droni 24 ore su 24. Molte strade della città sono state riasfaltate nelle ultime settimane, i marciapiedi verniciati di fresco e fiori sono stati piantati nelle aiuole attorno alle chiese che il Papa visiterà.

Cartelloni e manifesti con il volto di Francesco sono affissi ovunque nelle strade e la comunita' cattolica irachena, 300 mila fedeli secondo il Vaticano (un quinto rispetto a prima del conflitto del 2003), e' in trepida attesa del primo, storico, viaggio di un Pontefice in Iraq. Sui giornali iracheni e in televisione si moltiplicano le voci concilianti di cittadini iracheni, non solo cattolici, che augurano benvenuto al Papa.

PREOCCUPA ANCHE IL CORONAVIRUS

Oltre alla sicurezza ciò che preoccupa è il coronavirus: l'Iraq ha registrato un picco di casi di covid-19, oltre 55.000 dal 18 febbraio, il che ha complicato ulteriormente i preparativi. Circa due settimane fa il governo iracheno ha vietato, per contenere i contagi, la maggior parte degli spostamenti tra le province e ha imposto un coprifuoco a livello nazionale dalle 20:00 alle 5:00 nei giorni feriali e per 24 ore al giorno dal venerdì alla domenica. Restrizioni che, tuttavia, potrebbero anche avere agevolato l'organizzazione della sicurezza. 

LUNEDÌ IL RIENTRO

Lunedì prossimo il rientro da Baghdad a Roma.  E' il primo viaggio di Francesco dopo 15 mesi di pausa imposti dalla pandemia: l'ultima traaferta internazionale è stata in Giappone e Thailandia nel novembre 2019. Questo è il 33esimo viaggio internazionale di Papa Francesco e il 52esimo paese visitato.  Alla vigilia della partenza per Baghdad, Francesco si è recato nella Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare, come è sua consuetudine prima di ogni trasferta internazionale, davanti all'icona della Vergine Salus Populi Romani, la Madonna "salvezza del popolo romano". Nel centenario della Madonna di Loreto, patrona degli aviatori, una icona della vergine accompagna il Pontefice sul volo verso l`Iraq.