Abuja - Un attacco armato e il rapimento di oltre trecento studentesse. La Nigeria ripiomba nell'incubo dei rapimenti nelle scuole, dopo l'episodio più famoso, il sequestro lungo tre anni di 275 giovani da parte di Boko Haram. Anche in questo caso si tratta di centinaia di ragazze, portate via da una scuola nello stato di Zamfara, nel Nord-Ovest del Paese, prelevate nella notte da un gruppo di uomini armati. La polizia e l'esercito hanno lanciato un'operazione congiunta per salvarle spiegando che a rapirle sono stati banditi armati che all'una del mattino sono arrivati in auto alla Zamfara State High School e hanno fatto irruzione nei dormitori.

"Ci risulta che oltre 300 ragazze siano scomparse dopo aver contato le studentesse rimaste", ha detto l'insegnante della Government Girls Secondary School di Jangebe. Il padre di due studentesse della scuola ha raccontato di aver ricevuto una telefonata sull'incidente: "Sto andando a Jangebe. Ho ricevuto una telefonata nella quale mi è stato comunicato che nella scuola hanno fatto irruzione bande armate che hanno portato via delle allieve", ha detto. E la polizia conferma che le ragazze rapite sono 317.

I precedenti

Quello di questa notte è solo l'ultimo di una serie di rapimenti di adolescenti nella Nigeria centrale e Nord-occidentale da parte di gruppi criminali. La settimana scorsa 42 bambini sono stati rapiti nello Stato del Niger; oltre 300 ragazzi sono stati rapiti anche all'inizio di dicembre a Kankara nello Stato di Katsina. Alcune di queste bande hanno forti legami con i gruppi jihadisti del Nord-est. E le modalità ricordano il rapimento delle 276 ragazze sequestrate da Boko Haram a Chibok nel 2014. Solo alcune sono riuscite a fuggire.

Dura condanna 

Dall'Unicef a Save the Children, le ong in prima fila per i diritti dei bambini e dei giovani lanciano un appello ai rapitori affinché liberino le ragazze. "Save the Children è inorridita dalle notizie sul rapimento delle studentesse" e "chiede il loro immediato rilascio e che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni". Anche l'Unicef  ha chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutte le studentesse rapite e il loro ritorno alle loro famiglie. Il rappresentante dell'Unicef in Nigeria, Peter Hawkins ha descritto l'attacco come una grave violazione dei diritti di tutti gli studenti coinvolti. "Siamo arrabbiati e rattristati per l'ennesimo attacco brutale contro gli studenti della Nigeria", ha detto Hawkins precisando che questa esperienza potrebbe avere effetti duraturi sulla loro salute mentale e sul loro benessere.

L'Unione Europea 

"Il recente aumento dei rapimenti di massa e degli attacchi nella Nigeria nordoccidentale e centrale provoca paura e danneggia i più vulnerabili tra la popolazione, i bambini e le donne. L'Ue chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, compresi gli studenti di Kagara presi più di una settimana fa, e le centinaia di ragazze rapite oggi dalla loro scuola a Jangebe, nello stato di Zamfara". Lo afferma in una nota l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell.