Quotidiano Nazionale logo
5 apr 2022

Guerra e nebbie. Mosca dice sì all'incontro tra Putin e Zelensky (che ha detto no)

Ma il Cremlino pone una condizione vincolante: si vedranno solo per firmare un testo già concordato (la resa). Oggi la versione russa su Bucha all'Onu

A handout picture taken and released on April 4, 2022 by Ukrainian presidential press service shows Ukainian President Volodymyr Zelensky (C) walking in the town of Bucha, northwest of the Ukrainian capital Kyiv. - Ukraine's President Volodymyr Zelensky said on April 3, 2022 the Russian leadership was responsible for civilian killings in Bucha, outside Kyiv, where bodies were found lying in the street after the town was retaken by the Ukrainian army. The Russian Defense Ministry rejected accusations the same day argueing that Russian forces left Bucha on March 30 while evidence of killings was presented four days later. (Photo by AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO /UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE/NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS
La visita di Zelensky a Bucha dopo gli orrori delle truppe russe sui civili

Mosca -  Mentre gli sfollati a causa della guerra superano quota sette milioni (7,1) per la precisione, continua la cortina fumogena dei russi sul tavolo negoziale con Kiev. Ora il Cremlino non esclude addirittura un incontro fra il presidente russo, Vladimir Putin, e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, per trovare una soluzione e porre fine alla guerra. Peccato che solo stamattina, dopo la visita di ieri a Bucha, dove ha ispezionato la città dell’ultima strage di civili, il presidente ucraino abbia chiuso le porte a Putin.

“Per noi nulla è cambiato rispetto a questo argomento. Non escludiamo la possibilita’ di un incontro per il nostro presidente”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov anche se  Zelensky ha detto che “probabilmente” non incontrera’ Putin. Peskov ha tuttavia ribadito che l’incontro potra’ esserci “soltanto dopo l’approvazione del testo”, cioe’ di un trattato fra i due Paesi. In pratica per firmare la resa.

Nella confusione generale, Mosca  sceglie dunque ancora di non condividere informazioni sul processo negoziale. “Un incontro tra Putin e Zelensky potrebbe essere convocato quando ci saranno risultati dai negoziati” tra Mosca e Kiev, ripete in modo sibillino il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Nel merito, la Russia chiarirà i fatti accaduti a Bucha nel corso di un punto stampa che si terrà nelle prossime ore a New York, ha annunciato. 

In riferimento alla richiesta della Russia di tenere una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla situazione nella città di Bucha, in un primo momento respinta, ha detto: “Abbiamo chiesto una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ma i nostri colleghi britannici, che ora lo presiedono, hanno rifiutato”, ha detto Lavrov. Intanto Zelensky ha lanciato un monito all’unico premier di un Paese Ue, per quanto membro del patto di Viesegrad, che non ha ancora condannato apertamente Putin.

“Il premier ungherese Viktor Orban dovrà scegliere tra la Russia e il resto del mondo”,  ha dettoZelensky che, in un’intervista concessa ai media ucraini, ha raccontato di aver più volte sollecitato, invano, un incontro con Orban. “Volevo avere un rapporto con lui, l’ho chiamato, gli chiesto un incontro, mi sono offerto di incontrarlo. Aveva paura, ne sono sicuro. Potrebbe offendersi e dire: ‘Non ho paura di nessuno’. Ha paura dell’influenza della Federazione Russa sul suo Stato. Questa influenza esiste, che gli piaccia o no”.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?