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24 mar 2022
24 mar 2022

Propaganda-choc, la tv russa mostra Mariupol rasa al suolo: "Sono stati gli ucraini"

E nel Lugansk le forze di Mosca distruggono i libri di storia e di arte legati alla tradizione ucraina in contrasto con i postulati del Cremlino

24 mar 2022

Kiev - La propaganda irrompe con la massima potenza di fuoco nella guerra. Un mese dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, la televisione russa di stato ha cominciato a mostrare scene di devastazione provocate dal conflitto, comprese immagini riprese a un drone della distruzione di Mariupol. Lo riferisce la Bbc. Ma invece di spiegare che questo è l’effetto dei bombardamenti russi, il primo canale russo della tv ha accusato le forze ‘nazionaliste’ ucraine. “Queste sono tristi immagini. Immagini agghiaccianti. Nella loro ritirata i nazionalisti cercano di radere tutto al suolo”, ha dichiarato la giornalista Olesya Loseva. Non è la prima volta che la propaganda di Mosca accusa gli ucraini di bombardare le loro stesse città. Ai primo di marzo, la tv russa ha accusato le forze ucraine di aver bombardato Kharkiv per fomentare sentimenti anti russi.

“L’assedio di Mariupol e di altre città ucraine e il rifiuto dell’accesso umanitario da parte delle forze russe sono inaccettabili”. E’ quanto affermano i leader del G7 nella dichiarazione finale del vertice di oggi a Bruxelles, in cui si afferma che “le forze russe devono immediatamente garantire il passaggio sicuro verso altre zone dell’Ucraina e che aiuti umanitari vengano consegnati a Mariupol ed altre città assediate”. Nella dichiarazione si ricorda come la Russia “sia obbligata a rispettare l’ordine della Corte Internazionale a sospendere le operazioni militari iniziate il 24 febbraio”. E chiedendo alla Russia di ritirare le proprie forze dall’Ucraina, i leader esortano “le autorità della Bielorussia ad evitare un’ulteriore escalation e astenersi dall’usare la forza militare contro l’Ucraina”.

I soldati russi stanno distruggendo libri di storia e d’arte nei territori occupati dell’Ucraina. Lo riporta la pagina Facebook della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino citata da Unian. Nelle biblioteche dei territori temporaneamente occupati delle regioni di Lugansk, Donetsk, Chernihiv e Sumy è iniziata la confisca della letteratura storica e narrativa ucraina, che non coincide con i postulati della propaganda del Cremlino, dice il post su Fb. In particolare, la polizia è più interessata ai libri sulla storia dei Maidan ucraini, la storia delle lotte di liberazione ucraine. Inoltre, la letteratura «estremista» comprende libri di testo scolastici sulla storia ucraina, la letteratura storica scientifica e popolare. I soldati russi - afferma l’intelligence - hanno un’intera lista di nomi vietati: «I libri vengono confiscati, distrutti sul posto o portati via».

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