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21 set 2021

Ucciso col Polonio a Londra. Ecco perché per la Corte Europea è stata la Russia

La sentenza riguarda l'assassinio di Alexander Litvinenko nel 2006. L'ex spia russa venne avvelenata dopo essersi intrattenuta con due agenti del Kgb

21 set 2021

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che la Russia è stata responsabile dell'assassinio di Alexander Litvinenko avvenuto nel 2006 a Londra. L'ex spia russa venne avvelenata con qualche goccia di polonio radioattivo nella tazza di tè in un albergo della capitale britannica. Livtinenko era stato un agente dei servizi segreti russi e successivamente un dissidente. Litvinenko accusò pubblicamente i suoi superiori di aver organizzato un piano per assassinare il milionario Boris Abramovič Berezovskij, il quale verrà trovato morto nella sua residenza nei pressi di Londra in circostanze non chiarite il 23 marzo 2013, in apparenza per un suicidio. 

Il 23 novembre 2006 Litvinenko morì dunque a causa di un avvelenamento da radiazione da polonio-210. Tracce di polonio furono individuate in diversi locali nei quali Litvinenko si trovava prima del ricovero, in particolare nel sushi bar Itsu di Piccadilly, dove aveva pranzato insieme a un italiano, Mario Scaramella (ma non dove Litvinenko sedette con Scaramella, bensì dove si era precedentemente intrattenuto con gli ex agenti del KGB Andrei Lugovoi e Dimitri Kovtun). In realtà Scaramella non toccò cibo, e sia per questo, sia perché era apparso agitato ed ansioso, Litvinenko inizialmente sospettò proprio che Scaramella lo avesse avvelenato.

In realtà, stando a quanto afferma il senatore Paolo Guzzanti in un’intervista, Scaramella era arrivato a Londra sia perché Igor Ponomariov gli aveva detto di avere importanti ulteriori notizie da dargli sia per parlare con Litvinenko delle minacce contenute negli ultimi rapporti di Evgenij Limarev, figlio di Lev Limarev, un generale maggiore dell’Svr, capo degli agenti illegali dell’intelligence sovietica. Tuttavia Igor Ponomariov la sera prima era morto al teatro in modo misterioso. L’ambasciata russa a Londra aveva fatto prelevare immediatamente la salma, vietando l’autopsia avvalendosi dei diritti diplomatici e spedendo il cadavere a Mosca, dove fu immediatamente cremato.

Prima di morire, Litvinenko ha accusato pubblicamente il presidente russo Vladimir Putin di essere il responsabile del suo avvelenamento e il mandante dell’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. In un articolo scritto da Litvinenko stesso nel luglio, e pubblicato online su Zakayev’s Chechenpress, lo ha accusato di pedofilia, dichiarando anche che Putin, nel periodo in cui fu dirigente dell’FSB poco prima di divenire presidente, rovistò negli archivi e approfittò della sua posizione per distruggere il materiale compromettente per la propria immagine. La tomba di Aleksander Litvinenko si trova al cimitero di Highgate, a Londra.

Nei giorni seguenti alla morte del dissidente russo, avvenuta a Londra, altre persone sono state ricoverate per aver accusato sintomi d’avvelenamento per esposizione a radiazioni. Oltre 300 persone si sono rivolte alla Health Protection Agency (HPA, Agenzia per la protezione della salute) britannica, dopo che questo ente aveva lanciato un appello a tutti coloro che potevano essersi trovati nei due locali - appunto il sushi bar Itsu, nei pressi di Piccadilly Circus e il Pine Bar del Millennium Hotel a Grosvenor Square - frequentati da Litvinenko prima di sentirsi male e in cui potrebbe essere stato avvelenato.

Tracce di polonio sono state trovate anche su due aerei della British Airways e il servizio sanitario britannico ha richiesto ai 33 000 passeggeri che hanno utilizzato quei velivoli nell’ultimo mese di presentarsi per un controllo. Sulla morte del dissidente russo in esilio è stato scritto e prodotto da Andrej Nekrasov un documentario dal titolo Rebellion: The Litvinenko Case (2007) e la sua morte è stata anche riportata nel popolare show americano 1000 modi per morire.

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