Kabul - E' un mistero la sorte di due leader Talebani - la Guida Suprema Haibatullah Akhundzada e il vice primo ministro Abdul Ghani Baradar - che da tempo non si mostrano in pubblico. Lo scrive il Guardian, spiegando che sono in molti in Afghanistan a chiedersi se i due 'big' del movimento siano ancora vivi.  Akhundzada, ha evidenziato il giornale britannico, non è mai apparso in pubblico da quando, lo scorso 15 agosto, i Talebani hanno preso il controllo del Paese. Un'assenza che ha costretto un portavoce del movimento a smentire le voci sulla sua morte.  Nessuna notizia anche del mullah Abdul Ghani Baradar, capo dell'ufficio politico in Qatar e figura chiave nei negoziati con gli Usa, sul quale nei giorni scorsi sono circolate voci che sia rimasto ucciso o gravemente ferito in uno scontro con un altro esponente talebano. 

Su Twitter il portavoce degli studenti coranici, Mohammad Naeem, ha assicurato che le voci su Baradar sono "propaganda del nemico" e che niente è accaduto al vice primo ministro. Sul web circola un audio-messaggio attribuito a Baradar, la cui autenticità non può essere confermata. "In questi giorni sono fuori Kabul per un viaggio e sto benissimo, grazie a Dio", si sente dire nell'audio che, tra l'altro, non è chiaro dove e quando sia stato registrato.  L'Afghanistan Analysts Network' ha sostenuto che Baradar sia il grande sconfitto per quanto riguarda la formazione del nuovo governo. Dei tre vice della Guida Suprema, Baradar è stato l'unico a non essersi assicurato un ministero importante. Al capo militare Yaqub Omar, figlio del mullah Omar, è stato affidato il ministero della Difesa e a Sirajuddin Haqqani quello dell'Interno.

L'assenza di prove convincenti, prosegue il Guardian, ha sollevato ulteriori domande negli afghani dal momento che i Talebani oggi non sono più un gruppo che agisce in clandestinità e il volto di Baradar è ben noto per il suo ruolo internazionale. Video e foto condivisi anche online ma non datati, che indicavano la presenza di Baradar a Kandahar, non aiutano a fare luce.  La storia dei Talebani, inoltre, contribuisce ad alimentare i dubbi sulle loro sorti. La morte del fondatore, il mullah Omar, venne tenuta nascosta per due anni durante i quali continuarono a rilasciare dichiarazioni a suo nome.