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29 apr 2021
e.f.
Esteri
29 apr 2021

Allarme Ue: l'Isis forma 27mila baby terroristi e ora punta su Roma

Anche la rivista di propaganda Dabiq ribattezzata Rumiyah (Roma). La generazione Z dei jihadisti si espande online. In cassa 300 milioni di dollari

29 apr 2021
e.f.
Esteri

Come l’araba fenice, l’Isis rinasce di continuo sulle proprie ceneri e pianifica il futuro dell’organizzazione terroristica partendo delle nuove leve. Ventisettemila ragazzi, figli di terroristi e sostenitori del gruppo ancora detenuti nei campi in Siria, 600 dei quali sono cittadini europei, e rappresentano il nuovo esercito del Califfato globale su cui punta il Daesh per portare ancora il terrore in Occidente. L’allarme arriva dall’European Union Institute for security studies (Eu Iss), l’Agenzia dell’Unione che analizza le questioni di politica estera, di sicurezza e di difesa dell’Ue, in un rapporto su come lo Stato islamico “vede” il suo futuro. Un futuro che la perdita del territorio in Siria e in Iraq non ha compromesso.

 L’Isis dunque si rinnova, cambia strategia e modifica anche la narrazione della jihad. La rivista Dabiq (organo di propaganda diffuso online che portava il nome del territorio dove secondo un hadith si sarebbe consumata la battaglia finale tra musulmani e bizantini con la vittoria dei primi), è diventata Rumiyah, Roma. Il prossimo obiettivo, non a caso, sempre evocato durante l’occupazione in Siria e Iraq, è il centro della cristianità del mondo. Nulla di nuovo forse, ma si tratta di continui riferimenti alla profezia della conquista di Roma da parte dell’Islam. Già l’allora portavoce dell’Isis, al-Adnani, spostò l’obiettivo futuro aggiungendo che nuovi eventi non avevano ancora avuto luogo, prolungando così la durata proprio di quel futuro che il gruppo guidato da Abu Bakr al- Baghdadi sapeva sarebbe inevitabilmente mutato. 

Per perseguirlo, Isis si rivolge alle nuove generazioni, che il rapporto Iss individua in 27mila ragazzi detenuti nei campi della Siria, di cui 600 sono a tutti gli effetti cittadini europei perché nati da genitori residenti in Europa che hanno deciso di trasferirsi nei territori dello Stato islamico. Sono i figli dei miliziani, quelli nati nei territori del Califfato, cresciuti e addestrati solo per il jihad. L’aspetto sui cui Isis sta innovando, dunque, è nel suo approccio ad una generazione ancora più giovane. In Europa, l’Isis si sta espandendo anche tra la Generazione Z. 

Nel 2019, la polizia britannica ha arrestato 12 ragazzi sotto i 18 anni con accuse legate al terrorismo, alcuni di questi avevano solo 14 anni’’. La pandemia da Covid-19, per Iss ‘’ha reso questo ancora più facile per l’Isis’’ perché ‘’due terzi dei bambini tra i 14 e i 17 anni e un bambino su due tra i 5 e i 13 anni, ora trascorrono più di 4 ore al giorno online’’. Il tempo trascorso sui social media li espone alla mentalità dell’Isis, a immagini, video e grafiche brutali. Ma, cosa più importante, è il loro fragile stato mentale che li rende vulnerabili al reclutamento dell’Isis, avverte lo studio.

Per le forze dell’ordine europee, evidenzia il rapporto dell’agenzia europea, questo significa che il gruppo terroristico sta assumendo una forma completamente nuova e più impegnativa. Gli attacchi terroristici potrebbero essere meno letali ma più frequenti a causa del profilo di coloro che li eseguiranno. Né i programmi di deradicalizzazione né le misure di prevenzione sono stati concepiti pensando ai bambini. Nel 2020 il rapporto evidenzia come ‘’con l’aiuto dei suoi 300 milioni di dollari nascosti in Iraq e Siria e dei suoi 10mila combattenti, l’Isis è riuscito a mettere in scena attacchi spettacolari in entrambi gli Stati e aumentare il numero e la letalità di questi attacchi’’.

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