Effetto collaterale della devastante pandemia di Covid-19, l’India registra 45.374 casi di “fungo nero“ e oltre 4.300 decessi provocati da questa infezione causata dal ricorso massiccio agli steroidi per curare il coronavirus. A comunicare l’ultimo bilancio di quella che e’ stata definita dai media “un’epidemia nell’epidemia” e’ stato il ministro della Sanita’ indiano, Mansukh Mandaviya.  I due Stati maggiormente colpiti sono quelli del Maharashtra e Gujarat, dove il fungo killer ha gia’ mietuto 1.785 morti. Al momento il 50% dei pazienti che hanno contratto il micidiale fungo necessita di apposite cure - iniezioni di un potente anti fungicida - per eliminarlo da naso, occhi e in alcuni casi dal cervello, i principali organi colpiti.

Dalle anamnesi e’ emerso che in media il Mucormycosis - questo il nome scientifico - si manifesta nei pazienti affetti dal Covid dopo 12-18 giorni di ricovero e tra loro quelli diabetici, malati di tumori e Hiv sono maggiormente a rischio. Gli steroidi assunti per curare le infezioni polmonari da Sars-Cov-2 riducono l’infiammazione ma causano danni collaterali quando nel corpo le difese immunitarie si abbassano per combattere il coronavirus. Inoltre fanno aumentare i livelli di zucchero nel sangue, sia nei pazienti diabetici che in quelli non diabetici. Come gia’ successo con i bilanci di contagi e vittime del Covid, anche quelli relativi al ‘fungo nero’ sarebbero sottostimati dalle autorita’.

“In genere le morti per mucormycosis si verificano a distanze di settimane o mesi dopo aver contratto il fungo. I nostri sistemi non sono attualmente in grado di registrare tutti i dati”, ha detto Raghuraj Hegde, oculista chirurgo di Bangalore. Nei bilanci governativi non sarebbero contabilizzati i pazienti deceduti nei piccoli ospedali e nelle zone rurali, oltre a non tenere conto dei numerosi casi di ricadute. Secondo una ricerca dell’unversità di harvard, l’India non avrebbe avuto finora 414mila morti per Covid ma dieci volte tanto.