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9 mar 2022

Fine guerra in Ucraina, se e quando sarà. L'esperto ce lo spiega

"Putin? Non si fermerà perché è un'invasione pianficata da tempo. E l'Occidente non ha saputo cogliere i segnali". L'analisi del professor Vitale, docente di Studi Internazionali alla Statale di Milano

9 mar 2022
andrea morleo
Esteri
Il punto sulla guerra in Ucraina del professor Alessandro Valente
Il punto sulla guerra in Ucraina del professor Alessandro Valente
Il punto sulla guerra in Ucraina del professor Alessandro Valente
Il punto sulla guerra in Ucraina del professor Alessandro Valente

Sul mondo aleggia un'unica e angosciante domanda: la guerra avrà una fine? E se sì, quando? Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Vitale, professore al Dipartimento di Studi Internazionali alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università Statale di Milano che fa il punto del conflitto in Ucraina. Un'analisi della situazione degli eserciti sul campo di battaglia, l'alibi delle Repubbliche del Donbass e i possibili scenari futuri a cui dobbiamo prepararci. L'esperto ricorda gli errori dell'Occidente incapace di cogliere i segnali inquietanti lanciati da Vladimir Putin in politica estera e la morte di Boris Nemtsov, il leader dell'opposizione russa il cui corpo venne trovato su un ponte a due passi dal Cremlino. Era il 2015 e l'allora presidente ucraino, Petro Poroshenko lo definì un "ponte tra Ucraina e Russia". Solo una coincidenza? Professor Vitale, quando finirà questa guerra? "Cominciamo col dire che questa è una guerra programmata da tempo da parte di Putin. Già Boris Nemstov aveva denunciato le intenzioni della dirigenza Putin di ricostuiire i territori della vecchia Unione Sovietica, smembrata all'indomani degli accordi di Kiev. Il dissidente russo ha sempre denunciato che per Putin l'annessione di quei vecchi territorio dell'Urss era nel "destino storico della Russia" e avrebbe fatto qualunque cose per raggiungere quell'obiettivo. E lo ha fatto".   Ci sta dicendo che si tratta di un'aggressione premeditata? "Certo. I segnali erano evidenti a cominciare dal fatto che il presidente russo ha sempre sottolineato l’inesistenza al diritto ad esistere dell’Ucriana e di tutte le altre repubbliche sorte dalla disgregazione dell'Unione Sovietica. Vanno in questa direzione le dichiarazioni della Cina, che non a caso in questi giorni ha definito legittime le aspirazioni russe, una "riparazione della Storia". E' un assist allo stesso presidente russo".  L'Occidente deve fare mea culpa? "Di sicuro in Occidente abbiamo fatto fatica ad interpretare nel giusto contesto l'atteggiamento di Putin ma questo non dobbiamo addossarci più colpe di quante ne abbiamo perché in realtà il presidente russo avrebbe comunque perseguito il suo obiettivo, trovando qualsiasi pretesto per l'invasione. Che ...

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