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24 giu 2022
24 giu 2022

Russia-Ucraina, a Istanbul accordo sul via libera alle esportazioni di grano via nave

Mosca libera anche un'imbarcazione sequestrata a Kiev e Putin nega di avere mai bloccato il cereale. Ma il sindaco di Melitopol: "Qui ne rubano 50 furgoni al giorno"

24 giu 2022

Istanbul (Turchia) - Si è raggiunto un generale consenso tra le parti interessante sull’idea di stabilire una centrale operativa ad Istanbul ed aprire un corridoio che permetta al grano ucraino di raggiungere i mercati globali. Lo ha detto il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. “Vediamo che possono essere intrapresi dei passi concreti”, ha aggiunto spiegando che il consenso sarebbe stato raggiunto tra russi, ucraini, russi ed Onu. Facendo poi riferimento ai colloqui con la Russia, Akar ha detto che sono stati fatti significativi passi avanti verso lo sblocco del grano nei porti ucraini e che “come gesto una nave, che era nel porto, è stata rilasciata”.

“Abbiamo anche contatti con gli ucraini - ha aggiunto - noi consideriamo che ci possono essere sviluppi positivi e passi concreti possono essere fatti nei prossimi giorni”. “La Turchia sta facendo la sua parte - ha detto ancora il ministro riferendosi alla mediazione di Ankara - le parti hanno vera fiducia nel nostro Paese, stiamo cercando di usarla nel modo più attento”.

Ma dall'Ucraina arriva una denuncia. “Da tutti i silos che si trovano sul territorio temporaneamente occupato dalle forze russe quasi tutto il grano è stato portato via. Lo portano via tutti i giorni: un convoglio di 30-50 furgoni con la scorta dei russi che parte quotidianamente. Si tratta di oltre mille tonnellate al giorno”. Ad affermarlo è il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov secondo quanto riferisce ‘Interfax’. Per quanto riguarda il raccolto nuovo, sottolinea, “gli agricoltori locali potranno vendere soltanto a un rappresentante incaricato dai russi al prezzo di 80 dollari a tonnellata il che non supera il costo di produzione. Altrimenti il grano verrà semplicemente confiscato”. 

Vladimir Putin ha affermato che la Russia non è responsabile della crisi alimentare globale, incolpando invece l’Occidente di impedire l’esportazione di grano russo. Intervenendo al vertice virtuale dei Paesi Brics Plus che ha riunito i leader di 17 nazioni, tra cui Cina, India, Brasile e Sudafrica, il leader russo ha descritto il mercato alimentare come “sbilanciato in modo grave”.Putin ha accusato i Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, di “destabilizzare la produzione agricola globale” con restrizioni alla consegna di fertilizzanti da Russia e Bielorussia, e di “rendere difficile” a Mosca l’esportazione di grano.

Putin ha anche affermato che l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli di base, come il grano, ha avuto un impatto maggiore sui Paesi in via di sviluppo “dove pane e farina sono un mezzo necessario di sopravvivenza per la maggior parte della popolazione”. Il presidente russo ha respinto l’”isteria” che circonda il grano che è rimasto intrappolato nei porti ucraini e ha affermato che non risolve alcun problema sul mercato globale del grano”. La Russia è un “attore responsabile” nel mercato alimentare globale, ha affermato.

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