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6 apr 2022

Film russo sulle adozioni proiettato al festival di Seattle: messaggio anti cancel culture

La rassegna, però, non rinuncia a schierarsi nella condanna dell'autocrazia di Putin e dell'invasione in Ucraina: aprirà con il thriller su Navalny

enrico camanzi
Esteri

In tempi in cui è caldissimo il dibattito sulla "cancel culture", aggiornata ai tempi drammatici dell'invasione russa in Ucraina, la vicenda di un film indipendente russo che viene proiettato in uno dei più importanti festival cinematografici statunitensi è comunque significativa, da qualunque parte la si guardi. Gesto che si oppone alla tendenza, per molti andata oltre i suoi intenti iniziali di lanciare un segnale contro l'aggressione del Cremlino, di mettere il silenziatore a qualsiasi manifestazione culturale in arrivo dalla Russia? Oppure un semplice segnale dell'intenzione di provare a lasciare una "zona franca", quella della cultura, appunto, nell'ondata di riprovazione dell'attacco di Putin a una nazione vicina e sovrana? Chissà. Di certo la scelta del Seattle international film festival, che si terrà nella capitale dello Stato di Washington dal 14 al 24 aprile non è passata inosservata a Mosca, guadagnandosi un lancio e la presenza in home page sul sito della Tass, l'agenzia di stampa russa di Stato (ovviamente granitica nel suo sostegno alle politiche dello zar e nella diffusione della lettura russa dei fatti attualmente in corso in Ucraina).

La regista di "White Whale" Tatiana Fedorovskaya
La regista di "White Whale" Tatiana Fedorovskaya

Il film che verrà proiettato è "White Whale" ("Balena Bianca"), girato nel 2018 dalla giovane regista Tatiana Fedorovskaya, è ispirato a un tema spinoso: i bimbi adottati che vengono rimandati negli orfanotrofi dopo un periodo trascorso nella famiglia di assegnazione. Racconta la storia di un avvocato di successo e della moglie, nel momento in cui scoprono che i due figli adottivi sono affetti da una rara sindrome genetica ereditata dalla madre. "Il mio film - ha detto la regista alla Tass - vuole attirare l'attenzione su un problema sociale dalle varie sfumature. Non ho raffigurato il protagonista semplicemente come una persona malvagia che sta commettendo un grave errore. Tutto è molto più complicato. Le sue azioni hanno a che vedere con le lacune del sistema delle adozioni: dalla mancanza di formazione dei genitori adottivi fino alla corruzione". 

Se il festival, quindi, non nega la platea a un'opera dell'ingegno russo, come è accaduto invece in altre manifestazioni, è anche vero che mette bene in chiaro le sue vedute sulla crisi russo ucraina e sul problema della censura alle voci "alternative" all'autocrazia putiniana. Evento di apertura della kermesse, infatti, sarà il thriller basato sulla figura di Alexei Navalny, il principale oppositore dello zar, di recente condannato dal tribunale di Mosca a 9 anni di carcere

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