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21 feb 2022

Donbass, dov'è e cosa rappresenta la regione al centro della crisi fra Ucraina e Russia

Un territorio ad alto tasso russofono, ma anche e soprattutto un ricco bacino carbonifero

A woman looks at her mobile phone near a queue of cars as they cross the Russian border check point near the town of Uspenka, on February 19, 2022. - A Russian region bording Ukraine declared a state of emergency on February 19, 2022, citing growing numbers of people arriving from separatist-held regions in Ukraine after they received evacuation orders. (Photo by Andrey BORODULIN / AFP)
Confine tra Ucraina e Russia nel Donbass

Un territorio ad alto tasso russofono, ma anche e soprattutto un ricco bacino carbonifero. Questo è il Donbass, bacino del Donec, dal nome dell'omonimo fiume che lo attraversa. Una zona dell'Ucraina orientale al confine con la Russia, che si estende in tre oblast' (regioni), tra cui quello di Doketsk, la città principale.

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Nel Donbass oltre 770mila ucraini hanno il passaporto russo, su una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, e secondo Mosca negli ultimi giorni altri 950mila residenti hanno fatto la stessa richiesta. Con la 'madre Russia' c'è un legame antico, rafforzato da una chiesa ortodossa locale che si è staccata da quella ucraina per legarsi a Mosca. Questo legame si nutre anche dell'insofferenza della popolazione verso lo Stato centrale. Perché le condizioni generali di vita, dall'uscita dell'Ucraina dall'Urss, nel 1991, sono peggiorate progressivamente. E allo stesso tempo, sono cresciute le pulsioni secessioniste.

Confine tra Ucraina e Russia nel Donbass
Confine tra Ucraina e Russia nel Donbass

La miccia si accende nel 2014, quando dopo la rivolta filo-Ue di Maidan e la cacciata di Viktor Yanukovich dal potere, Mosca in reazione decide l'annessione della penisola della Crimea, nel sud dell'Ucraina. Da quel momento parte la mobilitazione anche del Donbass, con gruppi militari delle regioni di Lugansk e Donetsk che riescono in breve tempo a prendere il controllo di parte della regione, grazie all'appoggio occulto di Mosca, che fornisce denaro e armi. I secessionisti vittoriosi sul campo dichiarano l'indipendenza dall'Ucraina proclamando la nascita della Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk. In seguito organizzano un referendum, che secondo i leader ribelli ha un esito bulgaro: la stragrande maggioranza della popolazione vota a favore dell'annessione alla Russia.

La cartina del territorio ucraino
La cartina del territorio ucraino

Gli sforzi della diplomazia internazionale per riportare stabilità nell'area e porre fine a un conflitto che ha provocato oltre 10mila morti conducono agli accordi di Minsk, che vengono sottoscritti sia dai filo-russi che da Kiev, sotto il cappello delle potenze occidentali, Francia e Germania in primis, e della Russia. I combattimenti sulla carta devono finire e il Donbass deve tornare sotto il controllo dell'Ucraina, in cambio di una maggiore autonomia. Ma le intese sottoscritte nella capitale bielorussa non sono risolutive, anche perché in parte non attuate. Da un lato Mosca non è formalmente parte nel conflitto e quindi non si sente vincolata; dall'altro le autorità di Kiev, su pressione della frangia nazionalista del Paese, non riescono a concedere l'autonomia ai separatisti. Ed il conflitto, anziché finire, è riesploso, inserendosi ora nella più ampia battaglia Russia-Occidente sull'allargamento a Est della Nato.

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