Londra (Inghilterra) - Le autorità sanitarie britanniche chiedono di reintrodurre immediatamente alcune restrizioni anti-Covid se l'Inghilterra vuole evitare di dover affrontare una "emergenza invernale". L'indicazione arriva dopo il preoccupante rialzo dei contagi registrati in Gran Bretagna nelle ultime settimane. A tre mesi dal "Freedom Day" i nuovi positivi giornalieri oscillano tra quota 40mila e 50mila, mentre oggi i decessi sono stati 179. L'inverno imminente rappresenta "la più grande minaccia" alla ripresa dal Covid, con il rischio che si arrivi a 100mila contagi al giorno. E' l'allarme lanciato dal ministro della Sanità britannico Sajid Javid nel corso di una conferenza stampa, durante la quale ha sottolineato che il servizio sanitario nazionale sta operando in modo "eccellente".

Covid in Gran Bretagna: 50 mila contagi. Cosa sta succedendo

Il piano B

Per i vertici dell'Nhs (servizio sanitario pubblico) sarebbe necessario già passare a un "piano B", rispetto a quello avviato dal governo, che includa le mascherine obbligatorie negli spazi affollati e chiusi. Da parte dell'esecutivo resta l'indicazione ad andare avanti così, contando sulla campagna vaccinale arrivata alle terze dosi per alcune categorie, senza introdurre restrizioni, a fronte di un numero di decessi ben al di sotto dei picchi registrati nei periodi invernali, ed escludendo ogni ritorno al lockdown.

Il governo: "Avanti così"

"Non è ancora il momento", ha detto infatti il ministro per le Attività produttive, Kwasi Kwarteng, al fine di non mettere a repentaglio i "risultati faticosamente conquistati" con la riapertura dell'economia. Il piano A del governo per affrontare il Covid in Inghilterra questo inverno è attualmente in vigore e prevede di continuare con la campagna di profilassi offrendo le dosi di richiamo o 'booster' a circa 30 milioni di persone, e una singola dose di vaccino per i minori di età compresa tra 12 e 15 anni. Se queste misure non sono sufficienti, le mascherine in alcuni contesti, il telelavoro e l'introduzione del Green pass potrebbero essere considerate come restrizioni all'interno del piano B.

Incubo nuova variante

Per non farsi mancare nulla, adesso aleggia pure l'ombra di una nuova mutazione della variante Delta, denominata "AY.4.2" e indicata dagli specialisti britannici come potenzialmente più trasmissibile di un ulteriore 10%, sebbene apparentemente non destinata al momento a prevalere sul ceppo d'origine. Da alcuni è considerata come una nuova tipologia di 'Delta Plus', ma per ora è relativa al 6% delle infezioni registrate, quindi molto limitata. Sono in corso studi per comprenderne la pericolosità ma secondo il professor Francois Balloux, direttore dell'UCL Genetics Institute, la sua capacità di trasmissione sarebbe al massimo il 10% superiore alle altre mutazioni del virus e comunque è molto improbabile che attecchisca su larga scala o sfugga alla copertura dei vaccini.

In Russia

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che a causa della situazione epidemiologica in Russia saranno dichiarati "giorni non lavorativi" quelli dal 30 ottobre al 7 novembre ma col mantenimento della retribuzione: lo riporta la testata online Meduza. La proposta di dichiarare una settimana "non lavorativa" era stata avanzata ieri dalla vicepremier Tatiana Golikova. Nel Paese nel corso dell'ultima giornata si sono registrati 1.028 decessi provocati dal Covid-19, il massimo in un giorno dall'inizio dell'epidemia: lo riferisce l'agenzia di stampa statale russa Tass citando i dati del centro operativo nazionale anticoronavirus. Stando ai dati ufficiali, nel corso delle ultime 24 ore sono stati accertati 34.073 nuovi contagi.

In Lettonia

In Lettonia torna il lockdown totale. Il piccolo Paese est europeo ha infatti al momento il più alto tasso di incidenza di covid-19 del mondo con 1.266 casi per 100mila abitanti in quattordici giorni. Il governo di Riga ha così deciso di fare ricorso a misure estreme per provare a risolvere la situazione e per tentare di "salvare" il sistema sanitario nazionale dal collasso. Un'eventualità che, secondo il ministero della Salute, potrebbe già avvenire alla fine di questo mese se l'attuale trend dei casi rimarrà inalterato. Da domani e fino al 15 novembre dunque, verranno chiuse tutte le attività economiche non essenziali, compresi negozi, ristoranti, cinema, teatri palestre e piscine. E ovviamente le scuole. Inoltre, dalle 20 alle 5 del mattino sarà di nuovo in vigore il coprifuoco e non si potrà uscire dalla propria abitazione per nessun motivo. Nel resto della giornata invece si potrà uscire ma solo per comprovate giustificazioni.