Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
Quotidiano Nazionale logo
il Giorno logo
15 dic 2021
15 dic 2021

Case, edifici pubblici, riscaldamento: quando dovremo dire addio ai caloriferi a gas

Le indicazioni agli Stati membri della Commissione europea su combustibili fossili e prestazioni energetiche

15 dic 2021

Addio ai combustibili fossili per riscaldare le case e tutti gli altri edifici? La Commissione europea prova ad accelerare, con una proposta di direttiva sulla performance energetica degli edifici. Due i pilastri della piattaforma: l'obbligo di costruire case a emissioni zero dal 2030 (termine che verrà anticipato al 2027 per gli edifici pubblici) e la raccomandazione a realizzare piani nazionali di ristrutturazione degli edifici che prevedano "tabelle di marcia per l'eliminazione graduale dei combustibili fossili nel riscaldamento e raffreddamento" degli immobili "entro il 2040 al più tardi, insieme a un percorso per trasformare il patrimonio edilizio nazionale in edifici a emissioni zero entro il 2050". 

Il contesto

La direttiva è parte del piano che si propone di raggiungere entro il 2030 il taglio del 55% delle emissioni totali di gas serra nei Paesi dell'Unione europea rispetto ai livelli del 1990: da qui la decisione di Bruxelles di individuare standard minimi sulle prestazioni energetiche. La palla, ora, passerà agli Stati membri dell'Unione, a cui sarà demandata l'applicazione delle normative indicate all'interno della direttiva.

Le nuove regole sui riscaldamenti
Le nuove regole sui riscaldamenti

I nuovi edifici

Dal 2030 tutte le case di nuova costruzione dovranno essere a emissioni zero. Per i nuovi edifici pubblici, invece, la scadenza temporale viene anticipata di tre anni, al 2027

I fabbricati esistenti

L'Unione europea ha richieste per gli stati membri anche sugli edifici già costruiti: dovranno individuare, all'interno del loro patrimonio edilizio, il 15% di strutture con le prestazioni energetiche peggiori. Questi dovranno essere portati almeno dalla classe energetica G alla classe energetica F entro il 2030 (entro il 2027 nel caso di edifici pubblici).

Certificazione energetica

L'obbligo dell'attestato di certificazione energetica verrà esteso agli edifici oggetto di importanti ristrutturazioni, agli edifici oggetto di rinnovo del contratto di locazione e a tutti gli edifici pubblici. Anche gli edifici o le unità immobiliari che vengono offerti in vendita o in affitto devono essere muniti di certificato e la classe di prestazione energetica dovrà essere indicata in tutti gli annunci. Queste regole dovranno essere applicate dagli stati membri entro il 2025.

Il nodo riscaldamento

Altro cardine del piano riguarda i riscaldamenti. I programmi nazionali realizzati dai singoli Stati sul tema dovranno includere tabelle di marcia per l'eliminazione graduale dei combustibili 
fossili
per il riscaldamento e il raffreddamento entro il 2040 al più tardi", per raggiungere le zero emissioni entro metà secolo. La proposta odierna introduce anche un "passaporto per la ristrutturazione" dell'edificio che fornisce ai proprietari uno strumento per facilitare la loro pianificazione e una ristrutturazione graduale verso il livello di emissioni zero. Stop anche alla concessione di incentivi finanziari per l'installazione di caldaie a combustibili fossili negli edifici a partire dal 2027.

Consigli ma non divieti

La speranza è che queste raccomandazioni vengano recepite senza ripensamenti dagli Stati membri, che potrebbero appigliarsi alla scelta dell'Unione di "limitarsi" a fornire suggerimenti, seppur caldeggiati con un certo vigore, senza imporre alcun divieto. "La decisione di vietare le caldaie alimentate a combustibili fossili spetta agli Stati membri - ha dichiarato la commissaria europea all'Energia Kadri Simpson, rispondendo a una domanda ad hoc - Quello che noi facciamo è mettere a disposizioni le basi legali nel caso in cui i Paesi vogliano introdurre tale divieto". 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?