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10 mar 2022
e.f.
Esteri
10 mar 2022

Centrali nucleari ucraine, allarme radiazioni: l'Aiea vola al tavolo delle trattative

Dopo il silenzio dei dati da  Zaporizhzhia e Chernobyl in seguito all'attacco russo, il direttore dell'agenzia atomica affronta l'allerta per il rischio di incidenti e radiazioni

10 mar 2022
e.f.
Esteri

Kiev - L’incubo nucleare, scatenato dalla guerra in Ucraina, non riguarda solo un (per ora) improbabile allargamento del conflitto tra Nato e Russia, due blocchi dotati di tali e tante testate atomihce da poter distruggere il pianeta in poche ore. Le paure, al momento, sono legate piuttosto al potenziale danneggiamento e alla perdita di radiazioni delle centrali nucleari sul territorio ucraino, delle quali i russi si sono impossessati con attacchi militari. Prima Chernobyl, poi Zaporizhzhia. Poli chiave per fornire di energia tutto il territorio oggetto dell’invasione. E il coinvolgimento dell’agenzia internazionale atomica è ai massimi livelli.

“Sto andando ad Antalya, nel sud della Turchia, per discutere la questione urgente di garantire la sicurezza degli impianti nucleari dell’Ucraina”, ha spiegato oggi all’alba il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), l’italiano Rafael Grossi esprime la preoccupazione per gli attacchi dei giorni scorsi alle centrali nucleari ucraine da parte dell’esercito russo, specie da quando, 48 ore fa, è iniziato il silenzio dalla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, che non trasmette più dati. Un’interruzione nelle comunicazioni registrata anche dal sito di Chernobyl: due elementi per cui l’Aiea si dice «preoccupata».

Dal suo “blitz“ in Turchia Grossi evidenzia l’auspicio di “ottenere progressi”, precisando di avere ricevuto un invito dal ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che  da stamane partecipa all’incontro in corso tra i capi della diplomazia di Russia e Ucraina, Sergey Lavrov e Dmytro Kuleba. “Dobbiamo agire ora!”, ha scritto il direttore dell’ Aiea. I sistemi di rilevamento a distanza dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) servono a monitorare le radiazioni e i livelli di allarme delle centrali nel mondo, ma in Ucraina hanno smesso di trasmettere dati. 

Fin dall’inizio Grossi si è detto preoccupato per l’improvvisa interruzione di tali flussi di dati verso la sede dell’Agenzia a Vienna dai due siti, dove sono presenti grandi quantità di materiale nucleare. Anche il presidente del parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, aveva chiesto assistenza all’ Aiea, all’Onu, alla Nato, al Parlamento europeo e alla Commissione europea in relazione alla minaccia di una catastrofe nucleare da parte della Federazione Russa. «Un concreta possibilità globale attaccando gli impianti nucleari dell’Ucraina».

 Per affrontare la minaccia di una catastrofe nucleare, aveva detto il ministro “chiediamo aiuto all’ Aiea, all’Onu, alla Nato, al Parlamento europeo e alla Commissione europea. Chiediamo l’introduzione di una Zona di Interdizione all’Accesso (A2/AD) sull’Ucraina il prima possibile“. Il politico ha anche invitato la comunità mondiale ad agire per ripristinare il controllo ucraino sulla centrale nucleare di Chernobyl «la cui situazione critica a seguito delle azioni dell’esercito russo minaccia la sicurezza dell’Europa e la pace».

Dall’Italia, però, un esperto raffredda l’incubo: «Non c’è niente di più difficile da nascondere della radioattività: la sensibilità degli strumenti è tale che captiamo persino l’isotopo Potassio 40 contenuto nelle banane, figuriamoci se può passare inosservata la dispersione di materiale radioattivo da una delle centrali ucraine». A dirlo è  Marco Ricotti, professore di Impianti nucleari al Politecnico di Milano e coordinatore del gruppo di lavoro Iaea per i reattori di nuova generazione, che parla di «panico ingiustificato» per il sistema di raffreddamento dell’impianto della centrale di Chernobyl rimasta senza energia elettrica.

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Alla luce dell’intensificarsi delle violenze e della conseguente emergenza umanitaria in Ucraina, le testate del Gruppo Monrif (Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno) hanno deciso di lanciare una raccolta fondi per rispondere alle enormi necessità della popolazione ucraina. 

PER DONARE PER L’EMERGENZA UCRAINA TRAMITE BONIFICO
Intestatario: Editoriale Nazionale
Banca: Unicredit SPA
IBAN: IT 78 H 02008 02435 000106364800
Causale: UN AIUTO PER L’UCRAINA

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