Scontri per le strade di Beirut (Ansa)
Scontri per le strade di Beirut (Ansa)

Beiurtu (Libano) - E' di almeno tre morti e venti feriti il bilancio delle vittime dei colpi di arma da fuoco esplosi oggi a Beirut, capitale del Libano, durante la protesta indetta dalle organizzazioni sciite Amal ed Hezbollah contro il giudice che guida l'inchiesta sull'esplosione al porto dello scorso anno.

falseDavanti al Palazzo di giustizia di Beirut, nel sobborgo di Tayouneh, era in corso una manifestazione dei militanti sciiti che, vestiti di nero, chiedevano la rimozione di Tarek Bitar dal ruolo di giudice incaricato delle indagini sull'esplosione nel porto di Beirut, che il 4 agosto 2020 provocò la morte di oltre 200 persone e il ferimento di oltre altre seimila. Il magistrato, già temporaneamente sospeso e poi reintegrato il mese scorso a causa di una denuncia di un ex ministro chiamato a testimoniare, è stato accusato da Hezbollah di essere politicamente condizionato. I manifestanti lo hanno appellato "schiavo degli Stati Uniti".

L'esercito libanese è intervenuto dopo i primi spari, arrestando almeno una persona. L'esecito ha ammonito su Twitter che "aprirà il fuoco contro chiunque sia armato in strada e chiunque spari da qualsiasi direzione", invitando i civili ad abbandonare le strade. Le organizzazioni sciite libanesi Hezbollah e Amal hanno denunciato "cecchini posizionati sui tetti degli edifici" che hanno aperto il fuoco contro i propri sostenitori a Beirut che si stavano dirigendo "in modo pacifico al Palazzo di giustizia per denunciare la politicizzazione delle indagini sull'esplosione del porto". In un comunicato congiunto, Amal ed Hezbollah parlano di "un attacco messo a segno da gruppi armati e organizzati con l'obiettivo di trascinare il Paese in un conflitto", invitando "l'esecito libanese ad assumersi la responsabilità e a intervenire con rapidità per arrestare i criminali". Un appello è stato lanciato anche ai propri sostenitori, perché "mantengano la calma" e non si lascino "trascinare in una rivolta".