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12 apr 2022

Armi e software militare dall'Iraq alla Russia attraverso l'Iran, per aggirare le sanzioni

Per il Guardian il traffico sarebbe iniziato a fine marzo con l’aiuto delle reti di contrabbando di armi iraniane. In arrivo al fronte lanciarazzi e missili anticarro

A Russian 'Grad' multiple rocket launcher system fires in Kubinka Patriot Park outside Moscow on August 22, 2017 during the first day of the "Army 2017" International Military-Technical Forum. / AFP PHOTO / Alexander NEMENOV
Una batteria anti missili (Afp)

Mosca - «La Russia sta ricevendo munizioni e hardware militare provenienti dall’Iraq per il suo sforzo bellico in Ucraina, con l’aiuto delle reti di contrabbando di armi iraniane, secondo i membri delle milizie irachene sostenute dall’ Iran e i servizi segreti regionali». Lo scrive il Guardian. «Lanciarazzi RPG e missili anticarro, così come sistemi lanciarazzi di progettazione brasiliana», sarebbero stati «spediti in Russia dall’Iraq», afferma il media britannico. 

«Un sistema missilistico Bavar 373 di fabbricazione iraniana, simile al russo S-300, è stato anche donato a Mosca dalle autorità di Teheran, che hanno anche restituito un S-300, secondo una fonte che ha aiutato a organizzare il trasporto». “L’utilizzo del traffico di armi segnerebbe un drammatico cambiamento nella strategia russa, dato che Mosca è costretta ad appoggiarsi all’ Iran, suo alleato militare in Siria, in seguito alle nuove sanzioni innescate dall’invasione in Ucraina“.

E «gli sviluppi hanno anche enormi implicazioni per la direzione e il volume degli scambi nel traffico internazionale di armi», scrive ancora il Guardian. Il Guardian che cita fonti delle milizie irachene sostenute dall’ Iran e servizi d’intelligence della regione.  Stando a una fonte che ha contribuito a organizzare il trasferimento del materiale, Rpg e missili anticarro nelle ‘disponibilità’ delle Hashd al-Shaabi sono stati trasferiti dall’Iraq in Iran dal valico di Shalamija lo scorso 26 marzo.

Lo ha rivelato un comandante, secondo il quale il carico è stato ‘accolto’ da militari iraniani e poi fatto arrivare via mare in Russia. Le Ḥashd al-Shaabi, stando a una fonte, avrebbero anche inviato a inizio mese, pezzo dopo pezzo, lanciarazzi Astros II (Sajil-60). Secondo il Guardian, tre navi cargo - due battenti bandiera russa e una iraniana - sono partite dal porto iraniano di Bandar-e-Anzali, dirette ad Astrakhan. 

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