Milano, 2 luglio 2018 - Piero Ausilio è riuscito nell’intento di giugno: non cedere alcun nome di grido e centrare con la cessione di alcuni giovani il traguardo delle plusvalenze fissato nel settlement agreement con l’Uefa. L’unico elemento la cui uscita potrebbe avvenire senza possibilità di contrasto da parte della società, almeno fino al 15 luglio, è Mauro Icardi. E’ infatti iniziato ieri il periodo in cui è attiva la clausola rescissoria da 110 milioni per le società estere: chi verserà la somma e troverà l’assenso dell’argentino al trasferimento potrà accaparrarsi il due volte capo-cannoniere della Serie A. Nelle ultime settimane sul futuro del centravanti è calato un certo silenzio. Proprio Ausilio ha sottolineato tempo fa come la società sia intenzionata a riconoscere un premio ulteriore a uno dei trascinatori della squadra, ma fino al 30 giugno le priorità erano necessariamente altre.

Ora in agenda c’è anche il possibile rinnovo dell’argentino, ad oggi l’opzione più probabile, certo più di un addio per il quale servirebbero compratori molto facoltosi. Sul tavolo non ci sono proposte del valore della clausola. Gli abboccamenti del passato sono rimasti tali, potrebbero diventare qualcosa in più ma forse a Mondiale finito o con l’avanzare dell’estate, quando muovendosi determinate pedine a livello internazionale (Ronaldo, Neymar, Lewandowski) potrebbe innescarsi una reazione a catena. In caso contrario l’Inter e Icardi andranno avanti, magari con un accordo che non preveda clausole o con un innalzamento della stessa a cifre ancora più difficili da toccare, in modo da tutelare entrambe le parti. Sull’ingaggio bisogna ancora trovare un’intesa. L’argentino guadagna 5.5 milioni di euro annui (bonus compresi), l’agente e moglie Wanda Nara ne avrebbe chiesti 8. Si può chiudere a 6.5/7. A convincere il numero 9 a non partire potrebbe essere anche il mercato di grandi investimenti.

De Vrij, Asamoah, Lautaro Martinez, Nainggolan e Politano faranno parte della rosa che dal 9 luglio inizierà la preparazione, altri colpi sono in arrivo. Ieri sono circolate voci su un nuovo assalto a Rafinha, in Russia insieme al padre e procuratore Mazinho per tifare per il fratello Thiago (che ha scelto la nazionale spagnola). Ad oggi, però, il brasiliano non sembra una priorità in Corso Vittorio Emanuele.