Vladimir Micov
Vladimir Micov

Milano, 25 maggio 2020 - Si chiude ufficialmente la stagione dell''Eurolega e così termina l'annata dell'Olimpia Milano. Il commissioner Jordi Bertomeu, unitamente alla votazione dei club (non all'unanimità), ha optato per evitare i rischi di andare contro tutti dopo che nel weekend già i giocatori avevano espresso parere contrario alla ripresa. Così, ancora prima della votazione dei club, ha introdotto l'assemblea delle 11 squadre che hanno la licenza decennale (tra cui l'Armani Exchange) dando il suo parere per la sospensione, la votazione è diventata una semplice formalità perchè solo il voto di 6 squadre non avrebbe potuto tenere in scacco tutta l'organizzazione. Il «do ut des« di una decisione da far prendere solo ai club con licenza A è stata la certezza data alle attuali 18 squadre di far parte del torneo nella prossima stagione, senza modificare le 7 «qualificate«. Evidente, tanto che nei profili «social« di questi club la notizia viene rilanciata con grandi festeggiamenti, quasi dimenticando che è frutto di una gravissima epidemia.

«Una delle decisioni più difficili e tristi di sempre - ha detto il commissioner - ma questa è la cosa migliore per il basket. Abbiamo provato a mettere in piedi qualsiasi possibilità, dai protocolli medici, ai calendari, fino alla logisitca, ma è stato davvero impossibile anche per le diverse regole che ogni squadra ha nel proprio stato. Proporre di giocare in agosto non avrebbe avuto senso«. Così è stato fissato l'inizio della competizione per la stagione 2020-21 per il 1° ottobre.

«Sono decisamente d'accordo con la decisione - dice Andrea Cinciarini, capitano dell'Olimpia Milano - ci sono troppi rischi, al di là dell'epidemia che tra l'altro non è risolta. Due mesi completamente fermi e così poco tempo per riprendere l'attività avrebbero elevato all'ennesima potenza il rischio di infortuni, rispetto ad una normale pre-season. Ora ci concentriamo per il prossimo anno, dove magari ripartiremo anche prima del solito«. E questa è infatti una delle concessioni che l'Eurolega ha fatto ai suoi club derogando ai canonici 40 giorni di prestagione fissati negli anni passati.
Il GM Stavroupolous ha rinforzato la decisione con un'Olimpia che si è fin dall'inizio dimostrata scettica sulla ripartenza: «Eravamo determinati a trovare un modo di finire la stagione e l'Eurolega ha fatto il possibile per trovare delle soluzioni, ma la situazione in tutta Europa è davvero critica e questa era l'unica soluzione da prendere, ossia la cancellazione«. E se la stagione del campo è terminata significa che inizia quella del mercato. L'arrivo di Moretti è cosa fatta, anche se ci vorrà qualche tempo per definirlo, come sembra in dirittura anche la firma di Amar Alibegovic, bosniaco di passaporto italiano, quest'anno a Roma, anche lui con una solida esperienza al college a St. John's. Non ha perso tempo Kiefer Sykes che, neanche 10 minuti dopo l'annuncio ufficiale dell'Eurolega, aveva già comunicato sui social la sua «free agency«, mentre sembra così giunta al capolinea anche l'esperienza biancorossa di Nedovic, Crawford e Burns. Ed è anche per questo che sarebbe stato complesso riprendere l'Eurolega con tanti giorni già congedati ufficiosamente in tutti i club.

Viene sospesa anche l'Eurocup, che era arrivata ai quarti di finale con Virtus Bologna e Venezia a giocarsi il titolo. Rimangono al palo i bolognesi che speravano di poter entrare in Eurolega tramite la qualificazione alla finale e invece dovrà rinviare di un anno l'assalto, come anche il Partizan Belgrado di coach Trinchieri. Per le 8 dei playoff ci sarà solo la certezza della partecipazione per l'anno prossimo, mentre Brescia spera in una wildcard. «Il progetto su retrocessioni e promozioni tra Eurolega ed Eurocup - dice Bertomeu - è stato spostato alla prossima edizione, capisco che ci sia qualcuno arrabbiato, ma la situazione è eccezionale. Non ho visto squadre perdere più di altre per escludere qualche team«.