Assago (Milano), 21 giugno 2018 - Sono passati otto anni dai Mondiali sudafricani che le hanno cambiato la vita, ma Shakira rimane il passerotto da combattimento di “Waka waka” pure ora che l’immaginario social-letterario dei suoi album la spinge dalle bidonville di Johannesburg agli arcani misteri di El Dorado.

Così, mentre ieri il compagno Gerard Piqué, sullo scenario di un altro mondiale, scendeva in campo con la Spagna a Kazan contro l’Iran, lei approdava a Milano per lo show che stasera la restituisce (finalmente) al popolo del Forum. Questo El Dorado World Tour, infatti, avrebbe dovuto prendere il via già lo scorso novembre e incrociare Assago il mese successivo, ma i problemi di salute accusati dalla cantante già durante le prove di Colonia l’hanno costretta a posticiparlo prima a gennaio e poi a giugno. Tutto a causa di un’emorragia alla corda vocale destra che l’ha costretta a mesi di riposo forzato. Lo spostamento del tour ha finito col sommare il nome della diva colombiana a quello di altre donne alfa del pop attualmente in tour di qua dall’oceano come Katy Perry, Tailor Swift, Demi Lovato, Beyoncè (in coppia col marito Jay-Z) o la Britney Spears in arrivo ad agosto. Anche se lei, Shakira Isabel Mebarak Ripoll come si chiama all’anagrafe di quella Barrenquilla dov’è nata 41 anni fa, è l’unica latina della pattuglia, la più impegnata nel sociale con la sua organizzazione no profit Pies Descalzos, la sola ad aver tenuto un discorso al World Economic Forum e ad essersi trasferita armi e bagagli in Europa rinunciando al villone da 10 milioni di dollari che anni di tournée ai quattro angoli del pianeta le avevano regalato a North Bay Road Drive, Miami.

La "Lupa" da hit parade che strappa le catene delle convenzioni, come le accade fisicamente sulla scena quando “Shaki” affonda i denti nelle carni molli di “She wolf” invitando tutte le predatrici in sala ad ululare con lei alla luna. Insomma, una pasionaria ad alto volume, tutta palco e famiglia (ad un certo punto dello show volta la chitarra verso il pubblico per mostrare l’immagine di Gerard e i loro due figli attaccata sul retro come farebbe una mamma un po’ più a corto di Grammy tirando fuori le foto nella borsetta), che sul palco può contare sulla chitarra del fido Tim Mitchell, sulle tastiere di Albert Menendez, sul violino di Caitlin Evanson, sulla ritmica del batterista Brendan Buckley e del bassista Joe Ayoub. Il fortunato duetto con Rihanna di “Can no remember to forget you” vede Shakira alla batteria mentre sullo schermo passano immagini della diva delle Barbados. “Dopo quello che m’è successo, pensavo che non avrei più cantato” ha detto l’eroina di “Loca” parlando sul palco delle sue corde vocali. “E invece, i miracoli avvengono”. Buon per i fan milanesi che l’attendono da sette anni.