Pupo presenta "Porno contro amore"
Pupo presenta "Porno contro amore"

Milano, 2 aprile 2016 - Baby Records e baby Pupo. Evitando di citare Bimbomix. Enzo Ghinazzi torna di fronte al luogo del delitto, i primi uffici dell’etichetta di Freddy Naggiar che dominò il mercato pop non solo italiano per due decenni. «Sono qui per ricordare il mio debutto del 1975 con “Ti scriverò”. Naggiar bocciò subito il mio nome e diventai Pupo. Quando tornai a casa con il disco mandai la mamma in confusione». Hotel Principe di Savoia, dove soggiornava Frank Sinatra, per «l’ultimo album della mia carriera, dopo undici anni di silenzio, “Porno contro amore”, con un video diretto da Giuseppe Cruciani. Parlo della dipendenza dal sesso e dal gioco, del mio rapporto con Patricia e Anna: 27 anni con la mia compagna e più di quaranta con mia moglie. Funzioniamo così perché non ce la siamo sentita di distruggere tutto. Sono canzoni registrate in un anno e mezzo con Fabrizio Vanni (Negrita e Il Cile). Il Cile, nuovo amico, ha scritto per me due brani, “Non odiarmi” e “ Sei tu”. È forse l’uscita dal lungo tunnel della sofferenza».

Di certo è pop con ambizioni d’autore, non solo per l’adattamento di “Sozinho”, cantato da Caetano Veloso. Enzo è uomo di notevoli, a volte sgradevoli, sorprese. Non bara: «Sono presuntuoso e arrogante, il pregiudizio che mi ha sempre offeso mi ha portato ad odiare molti, ad augurare loro tutto il male possibile. Ricordo il ritratto sferzante di Enzo Biagi: “Ha la faccia del garzone del salumiere... è il principe delle canzonette di serie B”. Me ne vergogno ma è così. E ho sempre sofferto di un incrollabile complesso di superiorità, non mi sono mai sentito inferiore a qualcuno, piuttosto meglio di tutti».ù

Un colpo di teatro, con l’unico copione che nessuno può discutere: la sua vita. A nudo. «Ero miliardario a 25 anni e prendevo il Concorde Parigi-New York come la gente prende un taxi, ho perso tutto, mi hanno salvato e mie donne. Ma ho ricomprato tutto quello che avevo perso: casa, albergo, quadri, edizioni Siae pignorate con i dischi d’oro e platino, le chitarre, le società. Credo non sia capitato a nessuno. E giro il mondo per i russi di Australia, Usa e Canada, oltre che in Russia. Nei casinò, mi faccio pagare prima, devo dominare i miei diavoli. Non gioco più da anni». Porno contro amore «è un inno a un sentimento che è passato dall’inferno. Ero sessodipendente, avevo raptus incontrollabili, con la cameriera che mi portava la colazione in camera, per fortuna consenziente. Al limite della follia. finisco con la Mercedes dentro un Autogrill, sotto choc mi metto a girare mentre arriva la polizia. Entro nell’edicola e lo faccio con una ragazza di cui ricordo solo un “non così, ci rimango male” con l’accento modenese». Ottimista stupefatto. «Ce l’ho fatta, sono guarito. E questo è l’ultimo disco della mia vita. Ho 60 anni, non credo avrò altre canzoni così. Canterò dal vivo. Mi piace la televisione, anche se non ho capito la nuova dirigenza Rai. Sono snob, non ho mai visto il concerto di un collega, Morandi e Baglioni per tre ore sai che palle».

Esagera, ma è fatto così: «Sono più rock di Vasco». Ricantando “Sarà perché ti amo” ci ricorda il suo semplice implacabile talento (“Gelato al cioccolato”, “Su di noi”). Un genere che ancora funziona in una parte grande del mondo. Le prime date. Il 10 aprile Torino, l’11 Milano, il 4 Firenze