La cantautrice Lisa Giorè
La cantautrice Lisa Giorè

Milano, 28 maggio 2020 – La sua non è una carriera musicale su un'autostrada veloce a quattro corsie, piuttosto è un viaggio su stradine panoramiche, dalle campagne e dalle colline della sua Toscana fino alle grandi città del mondo, dalla Milano dove sogna di andare suonare alla Parigi dove ha voluto ambientare la sua ultima canzone. Nel video di “Parigi è un'altra cosa” i disegni della fumettista Aoig Chan (Gaia Fredella) raccontano la storia d'amore tra due ragazze difficili attraverso i ricordi e i pensieri folli e disperati di una delle due.

“Dal giorno del loro incontro in ospedale fino alla fine di tutto, fanno un viaggio immaginario in giro per il mondo toccando luoghi conosciuti per essere l’ultima meta di chi desidera terminare la propria esistenza”, racconta Lisa Giorè, “incerta musicista, sufficiente cantante, ma buona cantautrice”. Consapevole che “forse il tema può sembrare macabro a una prima lettura, ma la morte fa parte della vita di ognuno di noi. E se per molti è un tabù, a me ha sempre affascinato, perché è naturale e misteriosa al tempo stesso”.

Lisa affronta anche il tema del suicidio. Che “fa paura” eppure “tanti nella loro solitudine hanno dovuto fare i conti con quel demone”. Parla di disagio psicologico, di depressione: “La gente li nasconde e si nasconde. Ma con le mie canzoni voglio ribadire che non c'è nulla di male e che è utile parlarne”. Temi che scavano nel profondo, accompagnati da sonorità pop-rock con inserti di canto armonico e troat singing, in un arrangiamento curato “dall'amico ritrovato Mattia Mattei”.

Questa è la dimensione di Lisa Giorè, cresciuta con “la fortuna di avere una mamma grande ascoltatrice di musica”. Alice, Battiato, Matia Bazar a 6 anni, poi il tentativo di imparare a suonare uno strumento. Il risultato è che “sono diventata una pessima chitarrista e una cantante poco incline a mostrarsi in pubblico”. E così, per compensare “quei quattro accordi che conosco”, nascono testi maniacalmente ricercati e pieni di parole.

“Sono già pronte una decina di canzoni che mi piacerebbero racchiudere in un disco”, anticipa Lisa con quel suo approccio anni Novanta alla musica. E con quel sogno da impiegato tecnico in un'azienda di telecomunicazioni, amante dei viaggi e affascinata dall'astronomia e dalla letteratura horror, di “riuscire a fare ascoltare i miei brani a quanta più gente possibile, ma senza compromessi. Restando coerente con me stessa. Libera”.