Milano, 7 settembre 2018 - Respira. Dopo aver confessato la tentazione di andarsene dall’Italia «perché arrivano giorni nei quali ti senti più fragile, dove ti senti insicuro e ti sembra di non poter sopportare più», Laura Pausini arriva in concerto per quattro notti al Forum di Assago - domani, domenica, martedì e mercoledì - nel caldo abbraccio di quei fans che con la loro passione continuano (provvidenzialmente) a tenerla con tutti e due i piedi di qua dall’Atlantico.

Perché sarà sì l’italiana “mas americana” della nostra canzone, ma pur sempre italiana è. Anzi, in venticinque anni di carriera è diventata patrimonio nazionale, nonostante il caratterino e album non sempre all’altezza della fama che l’accompagna. In radio da oggi, “La soluzione” è il quinto singolo attinto dall’ultima fatica in studio “Fatti sentire” in poco più di 7 mesi; nel precedente “Simili” la stessa rotazione era arrivata in 11 mesi e in “Inedito” addirittura in un anno. Questo perché la vita degli album dell’eroina dei Due Mondi si accorcia sempre di più e i 6 dischi di platino incassati nel 2011 proprio da “Inedito” si portano dietro ormai il languore del ricordo davanti all’unico riconoscimento di materiale pregiato incassato da “Fatti sentire”, che però ha davanti ancora diversa strada da percorrere e potrebbe - grazie pure allo sbarco del tour in Italia - raggiungere a breve l’agognato raddoppio. Il concerto è una raccolta di canzoni tatuate sul cuore dei fans, ora sussurrate, ora gridate al cielo senza timore di lambire gli orizzonti della dance come della musica latina, a cominciare da hit recenti come “Non è detto” o “Frasi a metà” mandate a memoria dai duecentomila che si sono messi in tasca un biglietto per questa trance italiana del World Tour 2018 assieme ai classici più venerati.

Il resto lo fanno maxischermi, giocolieri ed effetti speciali su un palco ancora una volta molto, molto, televisivo, perché è quello il popolo a cui Laura parla. Come ha detto due mesi fa a Roma, in overdose da autostima per il fatto di avere il Circo Massimo ai suoi piedi, Beyoncé le farà pure “il solletico” (il termine usato non era esattamente questo), ma, quanto a gusto, innovazione ed idee, dagli spettacoli di Miss Carter l’idolo di Solarolo potrebbe rubare parecchio; a cominciare dalle scenografie di Es Devlin e dalle coreografie di Annie-B Parson, il meglio che c’è sul mercato. Anche se lei non è mai stata la più sottile e raffinata delle nostre interpreti, quella abile a colpire i sentimenti con la sfumatura, quanto piuttosto l’artigliere di un’ugola-cannone capace di sparare sul bersaglio a palle incatenate. Ed è quella potenza capace di scuotere i sentimenti e riscaldare i cuori che si aspetta il pubblico del Forum; quella grande forza interpretativa di una “voce” da 70 milioni di album venduti ad ogni latitudine che in questi venticinque anni di hit-parade, anche davanti a clamorosi successi come “Strani amori” o “Incancellabile”, ha saputo renderla puntualmente più forte di quello che canta.