Milano - Mentre non si placa la protesta dei teatri, con il chiostro del Piccolo di Milano occupato dall’assemblea permanente delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, oggi è in programma un incontro del ministro della cultura Dario Franceschini con gli assessori delle città. Un’occasione per parlare proprio della riapertura dei teatri e dei luoghi della cultura con alcune certezze. La richiesta degli assessori comunali è quella di evitare le aperture e chiusure a singhiozzo che si sono viste negli ultimi mesi. L’idea è quella di aperture con ingressi contingentati, prenotati, obbligo di mascherina, tutta la settimana (quindi anche nel week-end) e non solo in zona gialla ma anche arancione.

"Arriverà presto il momento in cui i teatri riapriranno - assicura Franceschini - e fino ad allora quel momento continueremo a aiutare gli artisti, le maestranze e tutti gli operatori dello spettacolo e a sostenere con misure straordinarie le arti di scena". Franceschini sottolineapoi  che "la pandemia è stata l'occasione per intervenire in via emergenziale sulle gravi lacune che da tempo questo settore soffre nelle tutele dei lavoratori. E per questo stiamo lavorando a un disegno di legge che possa finalmente correggere questi aspetti, anche raccogliendo le iniziative già presenti in Parlamento".

Dopodomani gli occupanti del Piccolo avranno un incontro con l’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno, un secondo appuntamento dopo quello  con i direttori dei teatri milanesi. È in preparazione però anche una iniziativa nazionale con la partecipazione dei direttori dei teatri nazionali e con gli 11 assessori delle città di Roma, Palermo, Milano, Genova, Torino, Bologna, Venezia, Ancona, Bari, Cagliari, Firenze.  Obiettivo numero uno del coordinamento dello spettacolo che ha occupato il chiostro del Piccolo teatro di Milano era «riaprire un luogo della cultura» un «luogo di confronto» , e oggi, che questo luogo è aperto hanno proposto di allargare l’iniziativa anche ad altre realtà. È quanto hanno suggerito - nel primo confronto che si svolge nel chiostro occupato e in diretta streaming - ai direttori dei teatri milanesi arrivati per un confronto. La prima domanda è stata «in questo processo di rioccupazione dei teatri, siete disponibili ad ospitarci?».

La risposta all'appello è stata fin da subito generalmente positiva. «Siamo d’accordo che occupiate il teatro Menotti» ha detto il direttore artistico Emilio Russo. Ancora oltre Andrée Ruth Shammah, anima del teatro Parenti. «Questo spazio non doveva essere vuoto - ha spiegato - avremmo dovuto rioccuparlo noi» per una «riflessione sulla riapertura». Ed ora anche noi «al Parenti dovremo dare spazio» a iniziative come queste «con i nostri contenuti».

Dal governo arrivano aperture. Bisogna garantire ai teatri e ai luoghi della cultura tempi certi e regole chiare per riaprire al pubblico in piena sicurezza, spiega Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura. “Insieme a vari teatri e come annunciato con la fondazione “Arena di Verona”, stiamo cercando soluzioni da proporre al Cts per riaprire in sicurezza dove la situazione dei contagi lo permette“. 
Anche in vista della stagione estiva ormai alle porte, aggiunge “non possiamo farci trovare impreparati ne’ pensare di far saltare ancora altri concerti, spettacoli ed appuntamenti culturali. Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza di quest’ultimo anno e prendere spunto da eventi come il concerto avvenuto a Barcellona, dove 5000 persone hanno potuto assistere con mascherina e dopo aver effettuato tampone. Riaprire e’ fondamentale per il settore della cultura e, studiando protocolli adeguati, si puo’ fare in sicurezza”.