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25 mar 2022

Lombardia, giro di vite sulle visite private negli ospedali pubblici

Annuncio della Moratti per ridurre le disparità tra le liste di attesa del servizio sanitario e la libera professione e monitorare i volumi di attività

25 mar 2022
giambattista anastasio
Politica
Letizia Moratti, vicepresidente della Giunta regionale lombarda e assessore con delega al Welfare
Letizia Moratti
Letizia Moratti, vicepresidente della Giunta regionale lombarda e assessore con delega al Welfare
Letizia Moratti

Milano - Ridurre la distanza tra i tempi di attesa che si è costretti ad osservare quando ci si rivolge alla sanità pubblica e i tempi di attesa che si hanno se ci si rivolge, invece, a medici che lavorano privatamente, in libera professione, dentro le mura degli ospedali pubblici o accreditati (vale a dire: l’attività intramoenia). E, contestualmente, ridurre il gap tra i volumi di attività svolti nel pubblico e i volumi svolti in libera professione. Sono questi i due obiettivi del monitoraggio annunciato ieri da Letizia Moratti, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore regionale al Welfare. Un giro di vite. «Le prestazioni sanitarie in regime di libera professione rappresentano un percorso alternativo a quello del servizio sanitario con ticket – ha premesso e sottolineato la Moratti nel corso del suo intervento al convegno di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali –. La libera professione è uno strumento valido se l’assistito desidera scegliere personalmente il medico che lo curerà ma non può in alcun modo essere considerato una scorciatoia per anticipare i tempi della cura". "I volumi di produzione della libera professione di ogni singola struttura, pubblica e accreditata, non possono comunque superare quelli normalmente offerti dal servizio sanitario" rimarca ancora la vicepresidente lombarda. Da qui l’annuncio: "Regione Lombardia considera fondamentale monitorare in modo puntuale e aggiornato tutte le scelte dei cittadini quando ricorrono alla libera professione. Tutte le strutture erogatrici pubbliche e private, a breve, dovranno pertanto iniziare a fornire alla Regione ogni mese l’elenco di tutte le prestazioni erogate in libera professione". Sempre "a breve sarà ultimato un sistema di analisi e monitoraggio che permetterà di controllare che le quantità di prestazioni erogate in libera professione da tutte le strutture pubbliche e private non superi mai i volumi delle corrispondenti prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale e che i tempi di attesa delle prestazioni in libera professione non siano mai lontani da quelli del servizio sanitario nazionale. Per poter gestire in modo efficiente l’offerta delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie è fondamentale che tutte le strutture pubbliche e private pubblichino sistematicamente tutta l’offerta nel sistema Cup (Centro unico prenotazione ndr ) regionale. Pertanto, entro la prossima estate, il cittadino lombardo avrà sempre una data di prenotazione quando si rivolge al Cup".

Nel dettaglio , la Moratti, nel corso del suo intervento ha fatto presente che "Regione Lombardia considera strategico poter rappresentare in modo puntuale, aggiornato, dettagliato tutte le dinamiche riferite alle scelte operate dai propri assistiti in materia di ricorso alla libera professione" e che, "per garantire un efficiente governo regionale sul tema, sono necessari dati di dettaglio riferiti a tutte le prestazioni e per tutto l’arco dell’anno". "A tal fine la Regione intende disporre l’obbligo di rendicontare in dettaglio l’intera attività libero professionale in intramoenia, alla stregua di quanto già in essere per le prestazioni erogate in regime istituzionale. Sarà pertanto istituito un nuovo debito informativo per tutte le strutture pubbliche e private accreditate e a contratto, a partire dal secondo semestre di quest’anno", quindi da giugno 2022.

Quanto al sistema di analisi e monitoraggio, gli obiettivi sono quelli di "evidenziare, a livello di singolo reparto o servizio, eventuali iperproduzioni di prestazioni rispetto ai rispettivi volumi erogati in regime istituzionale" e, secondo obiettivo, "rappresentare, se presenti, gli eccessivi scostamenti tra i tempi di attesa richiesti in regime di libera professione rispetto ai corrispondenti in regime istituzionale. Qualora da queste analisi siano individuate criticità o valori inattesi, la Direzione Generale Welfare si avvarrà del contributo dell’Agenzia di controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo, che procederà a effettuare verifiche sul campo con audit e visite ispettive". Infine la libera professione non riconducibile alla intramoenia. "In merito alla intramoenia allargata – ha concluso la Moratti – sottolineo che sarebbe opportuno avesse una durata massima vincolata alla scadenza degli interventi di edilizia ospedaliera programmati. In merito alla libera professione in extramoenia, mi limito a segnalare che ad oggi è di impossibile quantificazione. Sarebbe quindi utilissimo disporre di strumenti per garantire una gestione analitica anche dei dati extramoenia".

 

 

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