Matteo Salvini
Matteo Salvini

Milano, 28 agosto 2018 - Quasi quattromila i manifestanti previsti alla vigilia, stando ai numeri in continuo aggiornamento sulla pagina Facebook «Europa senza muri» creata apposta dagli organizzatori. Si preannuncia particolarmente affollato il presidio di protesta che oggi pomeriggio animerà la zona di piazza San Babila, in contemporanea con l’incontro in Prefettura tra il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orbán sul tema migranti.

L’area dei due eventi, che andranno in scena a poche centinaia di metri di distanza l’uno dall’altro, sarà sorvegliata con particolare attenzione da un nutrito schieramento di forze dell’ordine: sotto i riflettori i militanti di centri sociali e movimenti antagonisti, che probabilmente proveranno ad avvicinarsi il più possibile a Palazzo Diotti. «La nostra è un’Europa diversa da quella che vogliono Orbán e Salvini, di chiusura, che non si occupa delle nostre imprese e dei lavoratori: Milano, al contrario, ha espresso nella sua storia valori radicalmente opposti a quelli del presidente ungherese con cui Salvini vuole fare un’alleanza contro l’Europa», va all’attacco il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati, che ha aderito all’iniziativa lanciata da Sentinelli e associazione «Insieme senza muri». In piazza ci sarà anche l’ex presidente della Camera ed esponente di spicco di Liberi e uguali Laura Boldrini: «Saremo in tanti – sottolinea – a difendere i valori democratici e il futuro delle prossime generazioni dalla minaccia populista che vuole riportare indietro l’Italia, distruggere l’Europa e cancellare quei diritti che hanno reso il nostro continente un faro di civiltà». Presenti anche Giuseppe Civati di Possibile (con rappresentanze di diversi comitati da altre Regioni), esponenti di Cgil, Anpi e della St. Ambroues Football Club, la prima squadra italiana composta da rifugiati e richiedenti asilo. «Mi auguro che Salvini convinca Orbán ad approvare la riforma di Dublino», auspica dal canto suo il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. E se il deputato e segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi si chiede perché «Pd, Leu e sigle di sinistra non hanno protestato a gennaio quando il sultano turco Erdogan è venuto a Roma», il collega di partito ed europarlamentare Mario Borghezio definisce l’incontro Salvini-Orbán «la grande svolta storico-politica che i popoli europei attendono da tempo».